The paper traces the most important stages in the history of immediate death damage, starting from the historical non-compensation by the Grand Plenum in 1925 up to the judgement by the Sezioni Unite of the Italian Supreme Court no. 15350 of 2015. This reasons did not convince the supporters of compensation for the so – called thanatological damage – instead, they hope in a come beck to the princeples of the judgement n. 1361 of 2014, that established the compensation of the life ex se, as an absolute and inviolable right. The proposed analysis offers a vision of the phenomenon of non-compensation, highlighting the many paradoxes of legal practice: starting from the confusion of definitions that arises in the Courts, to the tools used without distinction to compensate for damage to health and damage to life. Contrasting a view by categories, it was possibile to focus on the requirements and application problems concerning this damage, especially the distinction between damage event and damage consequences, on the flexible definition of death which is not an instant fact but as a process and the end-of-life issues. The research highlighted the urgent need to establish an economic quantification of damage as a central element in the civil liability system. Beyond any function of the latter, establishing the value of life in an essential piece of the world of insurance.

Lo scritto ripercorre le tappe più significative della storia del danno da morte immediata, dallo storico mancato riconoscimento ad opera del Grand Plenum del Regno nel 1925 fino all’approdo argomentato dalle Sezioni Unite della Corte di Cassazione con la sentenza n. 15350 del 2015. Le motivazioni non hanno convinto i sostenitori del risarcimento del danno tanatologico che continuano ad auspicare, invece, un ritorno ai principi espressi nella pronuncia n. 1361 del 2014, che delineava la risarcibilità ex se del bene vita, oggetto di un diritto assoluto ed inviolabile. L’analisi proposta tenta di fornire una lettura “fenomenica” del mancato risarcimento di questa figura di danno, evidenziando i numerosi paradossi emersi nella prassi: a partire dalla confusione terminologica sorta proprio all’interno delle aule di giustizia, fino ai meccanismi adoperati indistintamente per risarcire il danno alla salute e il danno alla vita. L’elaborato si sofferma sui presupposti e sulle questioni applicative che ruotano attorno al danno da morte immediata e, rifiutando una visione “categoriale”, vaglia la dicotomia danno evento-danno conseguenza, la flessibile concezione di “morte” non più intesa come fatto istantaneo ma come processo e le scelte di fine vite. Dall’indagine condotta è emersa la necessità, tanto urgente quanto pratica, di stabilire la quantificazione del danno da perdita della vita, fulcro degli equilibri della responsabilità civile. Al di là delle funzioni che si intendono riconoscere a quest’ultima, infatti, la quantificazione del danno in questione costituisce elemento imprescindibile del sistema assicurativo.

Il danno tanatologico: tra paradossi al confine della vita, presupposti e questioni applicative / Benedetto, Grazia. - (2021 Oct 25).

Il danno tanatologico: tra paradossi al confine della vita, presupposti e questioni applicative

BENEDETTO, Grazia
2021

Abstract

Lo scritto ripercorre le tappe più significative della storia del danno da morte immediata, dallo storico mancato riconoscimento ad opera del Grand Plenum del Regno nel 1925 fino all’approdo argomentato dalle Sezioni Unite della Corte di Cassazione con la sentenza n. 15350 del 2015. Le motivazioni non hanno convinto i sostenitori del risarcimento del danno tanatologico che continuano ad auspicare, invece, un ritorno ai principi espressi nella pronuncia n. 1361 del 2014, che delineava la risarcibilità ex se del bene vita, oggetto di un diritto assoluto ed inviolabile. L’analisi proposta tenta di fornire una lettura “fenomenica” del mancato risarcimento di questa figura di danno, evidenziando i numerosi paradossi emersi nella prassi: a partire dalla confusione terminologica sorta proprio all’interno delle aule di giustizia, fino ai meccanismi adoperati indistintamente per risarcire il danno alla salute e il danno alla vita. L’elaborato si sofferma sui presupposti e sulle questioni applicative che ruotano attorno al danno da morte immediata e, rifiutando una visione “categoriale”, vaglia la dicotomia danno evento-danno conseguenza, la flessibile concezione di “morte” non più intesa come fatto istantaneo ma come processo e le scelte di fine vite. Dall’indagine condotta è emersa la necessità, tanto urgente quanto pratica, di stabilire la quantificazione del danno da perdita della vita, fulcro degli equilibri della responsabilità civile. Al di là delle funzioni che si intendono riconoscere a quest’ultima, infatti, la quantificazione del danno in questione costituisce elemento imprescindibile del sistema assicurativo.
Settore IUS/01 - DIRITTO PRIVATO
GORASSINI, Attilio
SALAZAR, Carmela Maria Giustina
Doctoral Thesis
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Tipologia: Tesi di dottorato
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12318/111866
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