The contribution considers natural and historical resources as a great opportunity to transform urban space, aiming at the construction of public spaces. This thank to the ecological approach proposed since several years in many sites such as INU, AISRe, SIU, ERSA. It is illustrated the case of Reggio Calabria, the ancient Reghion, an Italic settlement dating back to the III millennium BC, then place of foundation of the Calcidese colony and for centuries reference of the Magna Grecia. The “River contracts” offer high opportunities to act effectively on the territory thanks to the involvement of local communities. Fact of great importance in situations requiring deep requalification actions because characterized by particular conditions of social degradation, abandonment, lack of environmental quality and above all of hydrogeological risk created by incautious localization choices. Because the scientific and technical awareness on sustainable development formed in the past decades, today there is the possibility to redesign the space through an integrated strategic use of the green and the water resource. Both to be recovered and reused through corridors and ecological nodes, with the aim of creating public spaces. Thus the city can regain its function of public space and not only be a place of economy. A regeneration, according to the indications of the Landscape Charter, aimed at proposing a contemporary landscape that can be a methodological reference for similar contexts.

Il contributo considera le risorse naturali e quelle storiche come grande occasione per trasformare lo spazio urbano esistente mirando alla costruzione di spazi pubblici. Questo attraverso l’approccio ecologico che si va proponendo da qualche anno in più ambiti quali INU, AISRe, ERSA. Si intende portare alcuni casi studio relativi a Reggio Calabria, l’antica Reghion, insediamento italico risalente al III millennio a.c. poi luogo di fondazione della colonia calcidese e per secoli riferimento della Magna Grecia. Con i suoi 189.000 abitanti è città media e quindi rappresentativa della maggioranza dei centri urbani italiani, seppur tra le più vaste del Paese per estensione ed istituzionalmente identificata come una delle aree metropolitane.Le sperimentazioni proposte rappresentano passaggi per la costruzione di uno scenario, strategia, più vasta. Questa consiste nella proposizione di un’area metropolitana originale basata sulla messa in rete delle tante testimonianze storiche e naturalistiche presenti, così come venne illustrato in varie occasioni a partire dall’Evento Metropoli, natura, agricoltura, sviluppo: per un'ecologia del territorio nell’ambito del Festival delle città metropolitane svoltosi a Reggio Calabria nel 2015. Altra peculiarità locale è la presenza di 7 aste fluviali, chiamate “fiumare”, che ne disegnano la morfologia territoriale e tagliano in altrettanti valloni la montagna che la sovrasta. Aste che però, per lo più, sono state cementificate ed intubate con tutti i rischi che ciò comporta.In tal senso i “Contratti di fiume” sono uno strumento che offre elevate opportunità d’azione per l’identificazione, la partecipazione e la trasformazione dell’esistente. Questo è di particolare rilievo in realtà che necessitano azioni di riqualificazione profonda poiché caratterizzate da particolari situazioni di degrado, abbandono, mancanza di qualità ambientale e sociale. Si propone quindi di andare verso la ricostruzione di un paesaggio, secondo le indicazioni dell’omonima Carta del Paesaggio del 2000, fondato sulla creazione di spazi pubblici caratterizzati da un uso strategico del verde e della risorsa idrica da recuperare e riutilizzare, una sorta di corridoi e nodi ecologici.Tale strumento ancora non ha avuto molte attuazioni, soprattutto in contesti così complessi, pur se la Calabria è stata le prima Regione del Sud a recepirlo sotto il profilo istituzionale. Quindi le sperimentazioni hanno anche l’intenzione di essere esemplari della sua implementazione operativa ed, al tempo stesso, di focalizzare il ruolo sempre più centrale che verde ed acqua, risorse naturali rinnovabili, possono avere nelle trasformazioni urbane e nell’aumentare la resilienza della città.

Acqua e verde in territori antichi per costruire lo spazio pubblico. Water and green in ancient territories to build public space

ARAGONA, Stefano
2018

Abstract

Il contributo considera le risorse naturali e quelle storiche come grande occasione per trasformare lo spazio urbano esistente mirando alla costruzione di spazi pubblici. Questo attraverso l’approccio ecologico che si va proponendo da qualche anno in più ambiti quali INU, AISRe, ERSA. Si intende portare alcuni casi studio relativi a Reggio Calabria, l’antica Reghion, insediamento italico risalente al III millennio a.c. poi luogo di fondazione della colonia calcidese e per secoli riferimento della Magna Grecia. Con i suoi 189.000 abitanti è città media e quindi rappresentativa della maggioranza dei centri urbani italiani, seppur tra le più vaste del Paese per estensione ed istituzionalmente identificata come una delle aree metropolitane.Le sperimentazioni proposte rappresentano passaggi per la costruzione di uno scenario, strategia, più vasta. Questa consiste nella proposizione di un’area metropolitana originale basata sulla messa in rete delle tante testimonianze storiche e naturalistiche presenti, così come venne illustrato in varie occasioni a partire dall’Evento Metropoli, natura, agricoltura, sviluppo: per un'ecologia del territorio nell’ambito del Festival delle città metropolitane svoltosi a Reggio Calabria nel 2015. Altra peculiarità locale è la presenza di 7 aste fluviali, chiamate “fiumare”, che ne disegnano la morfologia territoriale e tagliano in altrettanti valloni la montagna che la sovrasta. Aste che però, per lo più, sono state cementificate ed intubate con tutti i rischi che ciò comporta.In tal senso i “Contratti di fiume” sono uno strumento che offre elevate opportunità d’azione per l’identificazione, la partecipazione e la trasformazione dell’esistente. Questo è di particolare rilievo in realtà che necessitano azioni di riqualificazione profonda poiché caratterizzate da particolari situazioni di degrado, abbandono, mancanza di qualità ambientale e sociale. Si propone quindi di andare verso la ricostruzione di un paesaggio, secondo le indicazioni dell’omonima Carta del Paesaggio del 2000, fondato sulla creazione di spazi pubblici caratterizzati da un uso strategico del verde e della risorsa idrica da recuperare e riutilizzare, una sorta di corridoi e nodi ecologici.Tale strumento ancora non ha avuto molte attuazioni, soprattutto in contesti così complessi, pur se la Calabria è stata le prima Regione del Sud a recepirlo sotto il profilo istituzionale. Quindi le sperimentazioni hanno anche l’intenzione di essere esemplari della sua implementazione operativa ed, al tempo stesso, di focalizzare il ruolo sempre più centrale che verde ed acqua, risorse naturali rinnovabili, possono avere nelle trasformazioni urbane e nell’aumentare la resilienza della città.
978-88-7603-195-3
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