The research focuses on the issue of seismic risk of historic urban town with reference to the possibility of answering questions related to the choice between the implementation of proactive policies instead of reactive ones. Proactive policies are intended to implement preventive actions, while reactive policies refer to emergency and repair measures. The choice between the two alternatives depends on the perception of the risk. The basic idea of this research is that the two approaches can also coexist and therefore sufficient measures can be implemented to reduce the most catastrophic effects, without guaranteeing the perfect integrity of the heritage at risk even as a consequence of a major earthquake. This idea implies, therefore, the question of how prevention and repair can be integrated and coordinated depends on: • economic-assessment and political aspects; • consequently, that these three aspects must be able to be coordinated between subjects with alternative interests accordingly to analysis, assessment and planning tool that provides answers by linking evidence, rationality and opportunity. Preliminary to this choice, seismic risk assessment is needed. The issue has been addressed in urban planning through the preparation of some tools with a predominantly informative function such as the Emergency Limit Condition (CLE) or the Minimum Urban Structure (SUM) that provide indications about the strategic areas for emergency management (protection of population) and for the maintenance by the urban organism of basic vital functions. These are all seismic risk mitigation activities that can be implemented in urban contexts according to the assessed and mapped risk. The study, based on a reconnaissance of some conceptual principles, is functional to a definition of seismic risk specifically addressed to urban tissues of peculiar architectural, urban and landscape value, and therefore object of relevant economic and real estate interest also for the fallout on tourism activities. The main objective is to propose a methodology able to provide alternative answers to the spectrum of issues related to this theme. The decision-maker will thus be able to undertake a path leading to a choice about the profile of the intervention strategies to be implemented that is "relevant to the public", i.e. shareable in the light of evidence and reasonable hypotheses, in a context of knowledge where uncertainty, both random (intrinsic in the concept of seismic hazard) and epistemic (inherent in the estimation of vulnerability and exposure), prevails over measurement. The overall outcome of this cognitive and applicative path - aimed at the case study of a part of Ortigia, the original nucleus of the historic center of Syracuse - consisted in the formation of a decision-making model through which it is possible to define the interventions to mitigate the seismic vulnerability of the buildings and to choose the appropriate scale of intervention on the basis of the comparison between estimated intervention costs and foreseeable benefits. The latter, which unfold across the broad spectrum of value attributable to a complex and dynamic context such as that of urban aggregates characterised by globally recognised aspects of value, have been traced back to the two primary socio-economic matrices, urban capital and human capital, with the necessary reductions and simplifications that have allowed to argue the need to support and apply a proactive approach to the issue of seismic vulnerability of cities. In this sense, it has been verified that the result, although depending on a large set of variables involving interdisciplinary aspects, on the one hand decisively supports the proactive approach, on the other hand indicates in what sense and to what extent the costs of intervention are compensated by the benefits attributable to the two components of urban and human capital whose value has been measured in monetary terms. A further aspect that contributes to the robustness of this result is the scope to identify the optimal scale of mitigation intervention. The choice is based on both economic reasons (comparison between benefits and costs) and financial reasons (public spending capacity) and requires determining the optimal scale of interventions or defining an order of priority on the basis of specific criteria. The proposed model also argues for different possible answers to this problem. Parole chiave identificative dei principali temi affrontati nella tesi italiano Tessuti urbani; valutazione del rischio sismico; capitale urbano; capitale umano; programmazione della conservazione urbana. inglese Urban fabrics; seismic risk evaluation; urban capital; human capital; urban preservation programming.

La ricerca pone l’attenzione sul tema del rischio sismico dei tessuti urbani storici con riferimento alla possibilità di rispondere a questioni relative alla scelta tra l’implementazione di politiche proattive in luogo di quelle reattive. Le prime sono intese alla implementazione di azioni di prevenzione, mentre le seconde rimandano alla situazione di emergenza l’insieme delle misure per il soccorso e la riparazione. La scelta tra le due alternative dipende dalla percezione del rischio: nella misura in cui la combinazione tra evidenze e valutazioni determina motivi di seria preoccupazione diffusa circa la possibilità che l’evento calamitosi si verifichi e soprattutto circa l’entità delle perdite conseguenti, prevarrà l’implementazione di misure di mitigazione e viceversa. L’idea di fondo di questa ricerca è che i due approcci possano anche coesistere e quindi possano implementarsi misure sufficienti a ridurre gli effetti più catastrofici, senza per questo garantire la perfetta integrità del patrimonio a rischio anche in conseguenza di un sisma di elevata entità. Questa idea sottende, quindi, la convinzione che la questione della scelta circa il modo in cui prevenzione e riparazione possano integrarsi e coordinarsi: • da una parte, dipenda da aspetti tecno-scientifici, economico-valutativi e politici; • dall’altra, e di conseguenza, che questi tre aspetti debbano potersi coordinare all’interno di un unico percorso condiviso lungo il quale l’interlocuzione tra soggetti portatori di interessi alternativi possa essere assistita da uno strumento di analisi, valutazione e programmazione che fornisca risposte convincenti e condivisibili collegando evidenze, razionalità e opportunità. A monte di questa scelta risulta essenziale la valutazione del rischio sismico. Il tema è stato affrontato nella pianificazione urbana attraverso la predisposizione di alcuni strumenti dalla funzione prevalentemente informativa (non prescrittiva o conformativa, quindi) come la Condizione Limite per l’Emergenza (CLE) o la Struttura Urbana Minima (SUM) che forniscono indicazioni circa le aree strategiche per la gestione dell’emergenza (protezione della popolazione in fuga) e per il mantenimento da parte dell’organismo urbano delle funzioni vitali di base. Tutte attività di mitigazione del rischio sismico che possono essere messe in atto in contesti urbani in ragione del rischio opportunamente valutato e mappato. Lo studio, sulla base di una ricognizione di alcuni principi concettuali, è funzionale a una definizione del rischio sismico specificamente rivolta ai tessuti urbani di particolare valore architettonico, urbano e paesaggistico, e pertanto oggetto di rilevante interesse economico e immobiliare anche per le ricadute sulle attività turistiche. L’obiettivo principale è quello di proporre una metodologia e, di conseguenza, uno strumento, in grado di fornir risposte alternative allo spettro delle questioni che questo tema solleva. Il soggetto decisore potrà così intraprendere un percorso che conduca a una scelta circa il profilo delle strategie di intervento da implementare che sia “rilevante per il pubblico”, cioè condivisibile alla luce di evidenze e ipotesi ragionevoli, in un contesto di conoscenze ove l’incertezza, sia di natura aleatoria (intrinseca nel concetto di pericolosità sismica) che epistemica (propria della stima della vulnerabilità e dell’esposizione), prevale sulla misura. L’esito complessivo di questo percorso conoscitivo e applicativo – rivolto al caso studio di una parte di Ortigia, nucleo originario del centro storico di Siracusa – è consistito nella formazione di un modello decisionale attraverso cui sia possibile definire gli interventi di mitigazione della vulnerabilità sismica del tessuto edilizio di base e per ciascuna unità, e scegliere la scala di intervento appropriata in base al confronto tra costi di intervento stimati e benefici prevedibili. A monte di questa scelta risulta essenziale la valutazione del rischio sismico. Il tema è stato affrontato nella pianificazione urbana attraverso la predisposizione di alcuni strumenti dalla funzione prevalentemente informativa (non prescrittiva o conformativa, quindi) come la Condizione Limite per l’Emergenza (CLE) o la Struttura Urbana Minima (SUM) che forniscono indicazioni circa le aree strategiche per la gestione dell’emergenza (protezione della popolazione in fuga) e per il mantenimento da parte dell’organismo urbano delle funzioni vitali di base. Tutte attività di mitigazione del rischio sismico che possono essere messe in atto in contesti urbani in ragione del rischio opportunamente valutato e mappato. Lo studio, sulla base di una ricognizione di alcuni principi concettuali, è funzionale a una definizione del rischio sismico specificamente rivolta ai tessuti urbani di particolare valore architettonico, urbano e paesaggistico, e pertanto oggetto di rilevante interesse economico e immobiliare anche per le ricadute sulle attività turistiche. L’obiettivo principale è quello di proporre una metodologia e, di conseguenza, uno strumento, in grado di fornir risposte alternative allo spettro delle questioni che questo tema solleva. Il soggetto decisore potrà così intraprendere un percorso che conduca a una scelta circa il profilo delle strategie di intervento da implementare che sia “rilevante per il pubblico”, cioè condivisibile alla luce di evidenze e ipotesi ragionevoli, in un contesto di conoscenze ove l’incertezza, sia di natura aleatoria (intrinseca nel concetto di pericolosità sismica) che epistemica (propria della stima della vulnerabilità e dell’esposizione), prevale sulla misura. L’esito complessivo di questo percorso conoscitivo e applicativo – rivolto al caso studio di una parte di Ortigia, nucleo originario del centro storico di Siracusa – è consistito nella formazione di un modello decisionale attraverso cui sia possibile definire gli interventi di mitigazione della vulnerabilità sismica del tessuto edilizio di base e per ciascuna unità, e scegliere la scala di intervento appropriata in base al confronto tra costi di intervento stimati e benefici prevedibili. Questi ultimi, che si dispiegano nell’ampio spettro del valore attribuibile a un contesto complesso e dinamico come quello degli aggregati urbani caratterizzati da aspetti di pregio riconosciuti a livello mondiale, si sono ricondotti alle due matrici socio-economiche primarie, del capitale urbano e del capitale umano con le necessarie riduzioni e semplificazioni che hanno consentito di argomentare la necessità di sostenere e applicare un approccio proattivo alla questione della vulnerabilità sismica delle città. In questo senso, si è verificato che il risultato, pur dipendendo da un ampio set di variabili la cui dimensione è legata a ipotesi non esenti da confronti e discussioni coinvolgenti aspetti interdisciplinari, da una parte sostiene decisamente l’approccio proattivo, dall’altra indica in che senso e in che misura i costi di intervento sono compensati dai benefici riconducibili alle due componenti del capitale urbano e umano il cui valore è stato misurato in termini monetari. Un ulteriore aspetto che concorre alla robustezza di questo risultato e più in generale di questo approccio metodologico, e soprattutto alla possibilità che esso sia oggetto di discussione e condivisione da parte dei soggetti in dialogo con i decisori, è la volontà di identificare la scala ottimale dell’intervento di mitigazione. La scelta si basa sia su ragioni economiche (confronto tra benefici e costi) che finanziarie (capacità di spesa pubblica) e richiede di determinare la scala ottimale degli interventi, oppure di definirne un ordine di priorità in base a specifici criteri, la cui selezione e definizione è anch’essa oggetto di convergenza tra i soggetti del percorso decisionale – decisori e portatori di interessi. Anche nel merito di questo problema il modello proposto argomenta le diverse risposte possibili.

Valutazione del rischio sismico e programmi di mitigazione nei contesti urbani storici ad elevata attrattività turistica. Il caso Ortigia / Borgia, Concetta. - (2022 Apr 24).

Valutazione del rischio sismico e programmi di mitigazione nei contesti urbani storici ad elevata attrattività turistica. Il caso Ortigia

BORGIA, Concetta
2022

Abstract

La ricerca pone l’attenzione sul tema del rischio sismico dei tessuti urbani storici con riferimento alla possibilità di rispondere a questioni relative alla scelta tra l’implementazione di politiche proattive in luogo di quelle reattive. Le prime sono intese alla implementazione di azioni di prevenzione, mentre le seconde rimandano alla situazione di emergenza l’insieme delle misure per il soccorso e la riparazione. La scelta tra le due alternative dipende dalla percezione del rischio: nella misura in cui la combinazione tra evidenze e valutazioni determina motivi di seria preoccupazione diffusa circa la possibilità che l’evento calamitosi si verifichi e soprattutto circa l’entità delle perdite conseguenti, prevarrà l’implementazione di misure di mitigazione e viceversa. L’idea di fondo di questa ricerca è che i due approcci possano anche coesistere e quindi possano implementarsi misure sufficienti a ridurre gli effetti più catastrofici, senza per questo garantire la perfetta integrità del patrimonio a rischio anche in conseguenza di un sisma di elevata entità. Questa idea sottende, quindi, la convinzione che la questione della scelta circa il modo in cui prevenzione e riparazione possano integrarsi e coordinarsi: • da una parte, dipenda da aspetti tecno-scientifici, economico-valutativi e politici; • dall’altra, e di conseguenza, che questi tre aspetti debbano potersi coordinare all’interno di un unico percorso condiviso lungo il quale l’interlocuzione tra soggetti portatori di interessi alternativi possa essere assistita da uno strumento di analisi, valutazione e programmazione che fornisca risposte convincenti e condivisibili collegando evidenze, razionalità e opportunità. A monte di questa scelta risulta essenziale la valutazione del rischio sismico. Il tema è stato affrontato nella pianificazione urbana attraverso la predisposizione di alcuni strumenti dalla funzione prevalentemente informativa (non prescrittiva o conformativa, quindi) come la Condizione Limite per l’Emergenza (CLE) o la Struttura Urbana Minima (SUM) che forniscono indicazioni circa le aree strategiche per la gestione dell’emergenza (protezione della popolazione in fuga) e per il mantenimento da parte dell’organismo urbano delle funzioni vitali di base. Tutte attività di mitigazione del rischio sismico che possono essere messe in atto in contesti urbani in ragione del rischio opportunamente valutato e mappato. Lo studio, sulla base di una ricognizione di alcuni principi concettuali, è funzionale a una definizione del rischio sismico specificamente rivolta ai tessuti urbani di particolare valore architettonico, urbano e paesaggistico, e pertanto oggetto di rilevante interesse economico e immobiliare anche per le ricadute sulle attività turistiche. L’obiettivo principale è quello di proporre una metodologia e, di conseguenza, uno strumento, in grado di fornir risposte alternative allo spettro delle questioni che questo tema solleva. Il soggetto decisore potrà così intraprendere un percorso che conduca a una scelta circa il profilo delle strategie di intervento da implementare che sia “rilevante per il pubblico”, cioè condivisibile alla luce di evidenze e ipotesi ragionevoli, in un contesto di conoscenze ove l’incertezza, sia di natura aleatoria (intrinseca nel concetto di pericolosità sismica) che epistemica (propria della stima della vulnerabilità e dell’esposizione), prevale sulla misura. L’esito complessivo di questo percorso conoscitivo e applicativo – rivolto al caso studio di una parte di Ortigia, nucleo originario del centro storico di Siracusa – è consistito nella formazione di un modello decisionale attraverso cui sia possibile definire gli interventi di mitigazione della vulnerabilità sismica del tessuto edilizio di base e per ciascuna unità, e scegliere la scala di intervento appropriata in base al confronto tra costi di intervento stimati e benefici prevedibili. A monte di questa scelta risulta essenziale la valutazione del rischio sismico. Il tema è stato affrontato nella pianificazione urbana attraverso la predisposizione di alcuni strumenti dalla funzione prevalentemente informativa (non prescrittiva o conformativa, quindi) come la Condizione Limite per l’Emergenza (CLE) o la Struttura Urbana Minima (SUM) che forniscono indicazioni circa le aree strategiche per la gestione dell’emergenza (protezione della popolazione in fuga) e per il mantenimento da parte dell’organismo urbano delle funzioni vitali di base. Tutte attività di mitigazione del rischio sismico che possono essere messe in atto in contesti urbani in ragione del rischio opportunamente valutato e mappato. Lo studio, sulla base di una ricognizione di alcuni principi concettuali, è funzionale a una definizione del rischio sismico specificamente rivolta ai tessuti urbani di particolare valore architettonico, urbano e paesaggistico, e pertanto oggetto di rilevante interesse economico e immobiliare anche per le ricadute sulle attività turistiche. L’obiettivo principale è quello di proporre una metodologia e, di conseguenza, uno strumento, in grado di fornir risposte alternative allo spettro delle questioni che questo tema solleva. Il soggetto decisore potrà così intraprendere un percorso che conduca a una scelta circa il profilo delle strategie di intervento da implementare che sia “rilevante per il pubblico”, cioè condivisibile alla luce di evidenze e ipotesi ragionevoli, in un contesto di conoscenze ove l’incertezza, sia di natura aleatoria (intrinseca nel concetto di pericolosità sismica) che epistemica (propria della stima della vulnerabilità e dell’esposizione), prevale sulla misura. L’esito complessivo di questo percorso conoscitivo e applicativo – rivolto al caso studio di una parte di Ortigia, nucleo originario del centro storico di Siracusa – è consistito nella formazione di un modello decisionale attraverso cui sia possibile definire gli interventi di mitigazione della vulnerabilità sismica del tessuto edilizio di base e per ciascuna unità, e scegliere la scala di intervento appropriata in base al confronto tra costi di intervento stimati e benefici prevedibili. Questi ultimi, che si dispiegano nell’ampio spettro del valore attribuibile a un contesto complesso e dinamico come quello degli aggregati urbani caratterizzati da aspetti di pregio riconosciuti a livello mondiale, si sono ricondotti alle due matrici socio-economiche primarie, del capitale urbano e del capitale umano con le necessarie riduzioni e semplificazioni che hanno consentito di argomentare la necessità di sostenere e applicare un approccio proattivo alla questione della vulnerabilità sismica delle città. In questo senso, si è verificato che il risultato, pur dipendendo da un ampio set di variabili la cui dimensione è legata a ipotesi non esenti da confronti e discussioni coinvolgenti aspetti interdisciplinari, da una parte sostiene decisamente l’approccio proattivo, dall’altra indica in che senso e in che misura i costi di intervento sono compensati dai benefici riconducibili alle due componenti del capitale urbano e umano il cui valore è stato misurato in termini monetari. Un ulteriore aspetto che concorre alla robustezza di questo risultato e più in generale di questo approccio metodologico, e soprattutto alla possibilità che esso sia oggetto di discussione e condivisione da parte dei soggetti in dialogo con i decisori, è la volontà di identificare la scala ottimale dell’intervento di mitigazione. La scelta si basa sia su ragioni economiche (confronto tra benefici e costi) che finanziarie (capacità di spesa pubblica) e richiede di determinare la scala ottimale degli interventi, oppure di definirne un ordine di priorità in base a specifici criteri, la cui selezione e definizione è anch’essa oggetto di convergenza tra i soggetti del percorso decisionale – decisori e portatori di interessi. Anche nel merito di questo problema il modello proposto argomenta le diverse risposte possibili.
Settore ICAR/08 - SCIENZA DELLE COSTRUZIONI
Settore ICAR/22 - ESTIMO
PISANO, Aurora Angela
FUSCHI, Paolo
Doctoral Thesis
File in questo prodotto:
File Dimensione Formato  
Borgia Concetta.pdf

accesso aperto

Tipologia: Tesi di dottorato
Licenza: DRM non definito
Dimensione 14.38 MB
Formato Adobe PDF
14.38 MB Adobe PDF Visualizza/Apri

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12318/129726
Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact