General Topic The aim of this research is to be part of the contemporary debate on the theme of in between, trying to analyze the contemporary city according to the thought elaborated on this topic starting from the theoretical studies and the plans elaborated by Team X in the immediate post-war European period, in order to reach a contemporary analysis of the term. The thesis will consist of three parts: CHAPTER 1) NOTION OF IN-BETWEEN. CODIFICATION. In between is the translation of the Greek word metaxy, adverb with prepositional value, composed of half (in the middle, between) and sún (with, together, together with): it denotes the space that stands in the middle and connects. It is, therefore, a word that maintains an ambivalence of aspects logically antithetical: on the one hand indicates a state of separation, on the other an approximation movement emphasizing so much the distance existing between two. It’s as close as it gets. The term has collected, in the course of the time, contributions manifold and sometimes also discordant. CHAPTER 2) CITY-STRAIT. WHAT IS IN BETWEEN. This research will focus mainly on the second part, decidedly full-bodied and foundational with respect to the application of the theme treated on the 2 selected case studies. The cities examined are areas of the strait which overlook the Mediterranean basin, which we shall call the cities strait, precisely, in which we will trace the element in between, in specific tissues, strongly historicized. It will be the case of the old town, with the its 4 mandates, which will be deepened for the city of Palermo, but also the Medina, through the studies of Berardi, to be the object of interest, in the city of Tunis. It will be a continuous game of banks and points of view between the two shores of the Mediterranean, in particular between Sicily and Tunisia. CHAPTER 3) URBAN ALPHABETS. In the third step, instead, will have the objective to synthesize, to codify and to give back how much is deduced from the abstraction of reading paradigms inferred from the first part and from re-reading of urban morphologies of cities that have deepened in the second. Therefore, the results of the analysis will be discretionary in order to outline an alphabet of the "spaces-between", a real abacus of urban interruptions, which offers an interesting kaleidoscope of solutions in between different urban tissues present in the contexts analyzed. WHY AN ALPHABET? It’s a way for urban elementarisms (elementarisms certainly not as simple data or simplified, but as elementary moments, and therefore nodes in which it condenses maximum complexity), such as in between, are analyzed and used as materials constitutive of the contemporary city. The attempt will be to see the composition of the city from the point of view of these places that oppose a dominant culture of "full architecture". METHODOLOGY It will proceed methodologically, with deconstruction operations, listing, matching, overlapping, in order to structure an alphabet of the "infra" in the city of Istanbul as a paradigm of the Mediterranean city of large size. An essential instrument will be architectural survey operations. Conceptual meta schemes will be used to indicate each of the areas for analysis that will be significant and each of them will follow a practical example, considered paradigmatic, in order to determine a casuistry frequent or a discrepancy within the tissues analyzed

La ricerca in oggetto ha come proposito di inserirsi nel dibattito scientifico rispetto al tema dell’in between, tentando di analizzare la città contemporanea alla luce del pensiero elaborato su questo tema a partire dal Team X nell’immediato dopoguerra europeo, per giungere ad un’analisi contemporanea del termine. La ricerca, partendo dalla rilettura del rilievo si avvarrà di operazioni di decostruzione, elencazione, accostamento, al fine di definire nuovi repertori di lettura della città, partendo dagli in between, intesi come luoghi che si oppongono ad una cultura dominante di “architettura piena”, ossia la predominanza dell’ambiente costruito rispetto all’incidenza delle interruzioni. La tesi sarà composta da tre parti: Parte I - NOZIONE DI INTERMEZZO. CODIFICAZIONE. Il concetto di in between si riflette, infatti, nella traduzione etimologica stessa della parola, poiché già a partire dalla traduzione del termine greco metaxy (μεταξύ), un avverbio con valore preposizionale, questa condizione di metá (in mezzo, tra), dello stare li in mezzo e il sún (con, assieme, unitamente a) che racconta l’azione che questi luoghi espletano: lo spazio che sta in mezzo e che mettono in relazione. Risulta essere, pertanto, una parola che mantiene un’ambivalenza di aspetti logicamente antitetici: da un lato indica uno stato di separazione e stasi, dall’altro un movimento d’approssimazione. Il termine ha raccolto, nel corso del tempo, contributi molteplici e talvolta anche discordanti. Parte II - Città-Stretto. Ciò che è nel mezzo. Lo studio della forma urbana, applicata a queste “città-porta”, affrontato nel secondo capitolo della ricerca coinvolge tutte le scale fisiche dell’abitare, dall’architettura al territorio, definendosi per la capacità d’individuare, un sistema di segni “strutturali” in grado di spiegare le forme dell’abitare o la complessità dell’aggregato urbano, e il suo costruirsi in divenire. Un sistema di segni, aperto alla modificazione, capace di riunire, senza confonderle, l’analisi con la sintesi, l’universale e il particolare, la “lettura” con il progetto1. Il lavoro realizzato si avvale di operazioni di decostruzione in unità minime verso una rappresentazione dell’ambiente fisico, che è, difatti, mai un processo neutrale. Esiste un rapporto tra cosa osservata e rappresentazione della cosa, tra significato e segno che è chiaramente leggibile, e personale rispetto alla “cosa” analizzata. L’esperienza di analisi partendo dalla rilettura del rilievo funge da esperienza per riflettere, pensare, progettare, ricercando nell’urbano in modo specifico a partire dalla forma dagli elementi costitutivi ma anche dal senso sotteso e dai simboli che ne esprimono realtà interne. Il rilievo si fa, dunque, documento di testimonianze che “la storia ci consegna”, strumento primario di riflessione di lettura di segni. CAPITOLO 3) ALFABETI URBANI. Nel terzo capitolo viene indagato il concetto di Eidotipo Urbano. La parola viene presa in prestito dal campo del rilievo, ma non nell’accezione più comune quasi di “schizzo dal vero”, ma in quella più propriamente etimologica della parola greca εἶδος «aspetto, forma» e -typ «-tipo». “L’eidotipo urbano” vuole essere un fatto archetipico, una immagine istintiva dello spazio urbano rappresentato, una visione intima e del tutto non oggettiva dello spazio esperito. L’interesse è, quindi, quello della ricerca del “tipo di forma dell’urbano” che assume lo spazio infra nella lettura di un tessuto, ritracciarne le forme, cercando di restituirne dei morfemi in grado di spegnere per un attimo tutte le codificazioni sull’in between e accendere una prossemica dello spazio. Perché c'è un alfabeto? È un modo per gli elementarismi urbani (gli elementarismi non certo come dati semplici o semplificati, ma come momenti elementari, e quindi nodi in cui condensa la massima complessità), come nel mezzo, vengono analizzati e utilizzati come materiali costitutivi della città contemporanea. Il tentativo sarà quello di vedere la composizione della città dal punto di vista di questi luoghi che si oppongono a una cultura dominante di "architettura piena". METODOLOGIA Procederà metodologicamente, con operazioni di decostruzione, elencazione, abbinamento, sovrapposizione, per strutturare un alfabeto degli "infra" nella città di Istanbul come paradigma della città mediterranea di grandi dimensioni dimensione. Uno strumento essenziale saranno le operazioni di rilievo architettonico. Verranno utilizzati meta-schemi concettuali per indicare ciascuna delle aree di analisi che saranno significative e ciascuna di esse seguirà un esempio pratico, considerato paradigmatico, per determinare una casistica frequente o una discrepanza all'interno dei tessuti analizzati

Alfabeto degli 'Spazi-Tra' analogie e mutamenti degli Spazi in-Between. Palermo e Tunisi / Mercurio, Sonia. - (2022 Oct 28).

Alfabeto degli 'Spazi-Tra' analogie e mutamenti degli Spazi in-Between. Palermo e Tunisi

Mercurio, Sonia
2022

Abstract

La ricerca in oggetto ha come proposito di inserirsi nel dibattito scientifico rispetto al tema dell’in between, tentando di analizzare la città contemporanea alla luce del pensiero elaborato su questo tema a partire dal Team X nell’immediato dopoguerra europeo, per giungere ad un’analisi contemporanea del termine. La ricerca, partendo dalla rilettura del rilievo si avvarrà di operazioni di decostruzione, elencazione, accostamento, al fine di definire nuovi repertori di lettura della città, partendo dagli in between, intesi come luoghi che si oppongono ad una cultura dominante di “architettura piena”, ossia la predominanza dell’ambiente costruito rispetto all’incidenza delle interruzioni. La tesi sarà composta da tre parti: Parte I - NOZIONE DI INTERMEZZO. CODIFICAZIONE. Il concetto di in between si riflette, infatti, nella traduzione etimologica stessa della parola, poiché già a partire dalla traduzione del termine greco metaxy (μεταξύ), un avverbio con valore preposizionale, questa condizione di metá (in mezzo, tra), dello stare li in mezzo e il sún (con, assieme, unitamente a) che racconta l’azione che questi luoghi espletano: lo spazio che sta in mezzo e che mettono in relazione. Risulta essere, pertanto, una parola che mantiene un’ambivalenza di aspetti logicamente antitetici: da un lato indica uno stato di separazione e stasi, dall’altro un movimento d’approssimazione. Il termine ha raccolto, nel corso del tempo, contributi molteplici e talvolta anche discordanti. Parte II - Città-Stretto. Ciò che è nel mezzo. Lo studio della forma urbana, applicata a queste “città-porta”, affrontato nel secondo capitolo della ricerca coinvolge tutte le scale fisiche dell’abitare, dall’architettura al territorio, definendosi per la capacità d’individuare, un sistema di segni “strutturali” in grado di spiegare le forme dell’abitare o la complessità dell’aggregato urbano, e il suo costruirsi in divenire. Un sistema di segni, aperto alla modificazione, capace di riunire, senza confonderle, l’analisi con la sintesi, l’universale e il particolare, la “lettura” con il progetto1. Il lavoro realizzato si avvale di operazioni di decostruzione in unità minime verso una rappresentazione dell’ambiente fisico, che è, difatti, mai un processo neutrale. Esiste un rapporto tra cosa osservata e rappresentazione della cosa, tra significato e segno che è chiaramente leggibile, e personale rispetto alla “cosa” analizzata. L’esperienza di analisi partendo dalla rilettura del rilievo funge da esperienza per riflettere, pensare, progettare, ricercando nell’urbano in modo specifico a partire dalla forma dagli elementi costitutivi ma anche dal senso sotteso e dai simboli che ne esprimono realtà interne. Il rilievo si fa, dunque, documento di testimonianze che “la storia ci consegna”, strumento primario di riflessione di lettura di segni. CAPITOLO 3) ALFABETI URBANI. Nel terzo capitolo viene indagato il concetto di Eidotipo Urbano. La parola viene presa in prestito dal campo del rilievo, ma non nell’accezione più comune quasi di “schizzo dal vero”, ma in quella più propriamente etimologica della parola greca εἶδος «aspetto, forma» e -typ «-tipo». “L’eidotipo urbano” vuole essere un fatto archetipico, una immagine istintiva dello spazio urbano rappresentato, una visione intima e del tutto non oggettiva dello spazio esperito. L’interesse è, quindi, quello della ricerca del “tipo di forma dell’urbano” che assume lo spazio infra nella lettura di un tessuto, ritracciarne le forme, cercando di restituirne dei morfemi in grado di spegnere per un attimo tutte le codificazioni sull’in between e accendere una prossemica dello spazio. Perché c'è un alfabeto? È un modo per gli elementarismi urbani (gli elementarismi non certo come dati semplici o semplificati, ma come momenti elementari, e quindi nodi in cui condensa la massima complessità), come nel mezzo, vengono analizzati e utilizzati come materiali costitutivi della città contemporanea. Il tentativo sarà quello di vedere la composizione della città dal punto di vista di questi luoghi che si oppongono a una cultura dominante di "architettura piena". METODOLOGIA Procederà metodologicamente, con operazioni di decostruzione, elencazione, abbinamento, sovrapposizione, per strutturare un alfabeto degli "infra" nella città di Istanbul come paradigma della città mediterranea di grandi dimensioni dimensione. Uno strumento essenziale saranno le operazioni di rilievo architettonico. Verranno utilizzati meta-schemi concettuali per indicare ciascuna delle aree di analisi che saranno significative e ciascuna di esse seguirà un esempio pratico, considerato paradigmatico, per determinare una casistica frequente o una discrepanza all'interno dei tessuti analizzati
Settore ICAR/17 - DISEGNO
GINEX, Gaetano
FATTA, Francesca
Doctoral Thesis
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12318/131008
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