The construction of the landscape was made possible by the realization of its being a col- lective narrative, and foundation of the identity of places. Its design is not achieved by simplistic operations of consequential deduction or by the mechanistic interweaving of objective data. But rather, places, are recognized as they are observed, re-read and recon- structed. In this way, their design becomes a semiotic and semantic matrix, thanks to which it is possible to study them. Such a matrix is indispensable for understanding them, after studying their history and culture; it serves to define how landscapes came into being and evolved. Starting from pure and simple pictographic representations, over time, they have become the palimpsests on which human life is staged. This thesis is based on the hypothesis that several times over time, landscape architects and designers have looked to art for inspiration for their designs; but also, that as the disciplines have evolved, this relationship has even been reversed. From an investigation concerning the representation of landscape architecture in the U.S. context - rich in exam- ples and model from which to draw inspiration - due to a series of vicissitudes that almost forced, in pandemic times, a period of study in Budapest, Capital of Hungary, the research became interested in how different places - European and U.S. - have dealt with changes and transformations concerning precisely, the representation and communication of land- scape architecture. Thus, the investigation focused on how the evolution of theoretical prin- ciples of landscape architecture have been addressed in two very distant and differentiated contexts, Central Europe - specifically taking Hungary as a case study - and the United States of America. The changes in the two societies, how they constructed their places, and especially how they represented and communicated them were addressed

La consapevolezza che il paesaggio è una narrazione collettiva, espressione e allo stesso tempo fondamento dell’identità dei luoghi, è stato il punto di partenza per la sua costruzione, considerando anche il fatto che il suo progetto non si ottiene per semplicistiche operazioni di deduzione consequenziale o dal meccanicistico intreccio di dati oggettivi. I luoghi, alla luce di scelte critiche di giudizio sulle loro possibilità̀ e funzionalità̀, vengono riconosciuti in quanto osservati, riletti e ricostruiti ed il loro progetto diviene una matrice semiotica e semantica grazie alla quale è possibile studiarli. Indispensabile per comprenderli, includendo storia e cultura, per definire come sono nati e si sono evoluti e come da pure e semplici rappresentazioni pittoriche siano stati costruiti palinsesti su cui, giorno dopo giorno, viene messa in scena la vita umana. Questa tesi si basa sull’ipotesi che più volte nel corso della storia gli architetti del paesaggio ed i designers hanno guardato all’arte per trarre ispirazione per i loro progetti e che con l’evolversi di questo rapporto i ruoli si siano addirittura invertiti. Per questo è risultato fondamentale – ai fini della ricerca – indagare e capire come la rappresentazione del paesaggio si è costruita, in rapporto con i tempi e le diverse culture e con le varie correnti artistiche che l’hanno caratterizzata. Da indagine riguardante la rappresentazione dell’architettura del paesaggio nel contesto statunitense – ricco di esempi e modello da cui trarre ispirazione – per una serie di vicissitudini che hanno quasi imposto, in tempi pandemici, un periodo di studio a Budapest, Capitale dell’Ungheria, la ricerca si è interessata su come diversi luoghi – Europei e Statunitensi – abbiano affrontato i cambiamenti e le trasformazioni riguardati appunto, la rappresentazione e comunicazione dell’architettura del paesaggio. Si è così concentrata l’indagine su come l’evoluzione dei principi teorici dell’architettura del paesaggio siano stati affrontati in due contesti molto distanti e differenziati fra loro, Europa Centrale – nello specifico prendendo come caso studio l’Ungheria – e Stati Uniti d’Ameri- ca. Sono stati affrontati i cambiamenti delle due società, come hanno costruito i loro luoghi e soprattutto come li hanno rappresentati e comunicati

Dal Romanticismo all'immagine multimediale. Rappresentazioni, tecniche e tipi di comunicazione grafica dell’architettura di parchi e giardini dal XIX secolo alla contemporaneità di Europa Centrale e Stati Uniti d’America / Panetta, Sara. - (2022 Oct 28).

Dal Romanticismo all'immagine multimediale. Rappresentazioni, tecniche e tipi di comunicazione grafica dell’architettura di parchi e giardini dal XIX secolo alla contemporaneità di Europa Centrale e Stati Uniti d’America

Panetta, Sara
2022

Abstract

La consapevolezza che il paesaggio è una narrazione collettiva, espressione e allo stesso tempo fondamento dell’identità dei luoghi, è stato il punto di partenza per la sua costruzione, considerando anche il fatto che il suo progetto non si ottiene per semplicistiche operazioni di deduzione consequenziale o dal meccanicistico intreccio di dati oggettivi. I luoghi, alla luce di scelte critiche di giudizio sulle loro possibilità̀ e funzionalità̀, vengono riconosciuti in quanto osservati, riletti e ricostruiti ed il loro progetto diviene una matrice semiotica e semantica grazie alla quale è possibile studiarli. Indispensabile per comprenderli, includendo storia e cultura, per definire come sono nati e si sono evoluti e come da pure e semplici rappresentazioni pittoriche siano stati costruiti palinsesti su cui, giorno dopo giorno, viene messa in scena la vita umana. Questa tesi si basa sull’ipotesi che più volte nel corso della storia gli architetti del paesaggio ed i designers hanno guardato all’arte per trarre ispirazione per i loro progetti e che con l’evolversi di questo rapporto i ruoli si siano addirittura invertiti. Per questo è risultato fondamentale – ai fini della ricerca – indagare e capire come la rappresentazione del paesaggio si è costruita, in rapporto con i tempi e le diverse culture e con le varie correnti artistiche che l’hanno caratterizzata. Da indagine riguardante la rappresentazione dell’architettura del paesaggio nel contesto statunitense – ricco di esempi e modello da cui trarre ispirazione – per una serie di vicissitudini che hanno quasi imposto, in tempi pandemici, un periodo di studio a Budapest, Capitale dell’Ungheria, la ricerca si è interessata su come diversi luoghi – Europei e Statunitensi – abbiano affrontato i cambiamenti e le trasformazioni riguardati appunto, la rappresentazione e comunicazione dell’architettura del paesaggio. Si è così concentrata l’indagine su come l’evoluzione dei principi teorici dell’architettura del paesaggio siano stati affrontati in due contesti molto distanti e differenziati fra loro, Europa Centrale – nello specifico prendendo come caso studio l’Ungheria – e Stati Uniti d’Ameri- ca. Sono stati affrontati i cambiamenti delle due società, come hanno costruito i loro luoghi e soprattutto come li hanno rappresentati e comunicati
Settore ICAR/17 - DISEGNO
Settore ICAR/15 - ARCHITETTURA DEL PAESAGGIO
GINEX, Gaetano
VILLARI, Alessandro
FATTA, Francesca
Doctoral Thesis
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12318/131009
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