Negli anni successivi al disastroso sisma sopravvenuto il 28 dicembre 1908, seguito dal maremoto, le difficili fasi della ricostruzione delle città dello Stretto vengono regolamentate da un complesso sistema normativo contraddistinto dal susseguirsi di leggi e disposizioni, la maggior parte delle quali viene raccolta nel Testo Unico approvato con il Regio Decreto n. 1261 del 12 ottobre 1913. Nonostante la presenza di varie forme di incentivi mirati ad agevolare la realizzazione dell’edilizia privata, pubblica e delle infrastrutture, una svolta decisiva nella riedificazione si registrerà solo tra il 1923 e il 1925. In questo periodo infatti, il Governo stanzia imponenti risorse finanziarie per sostenere ulteriori norme finalizzate al rilascio di «mutui di favore», le cosiddette «obbligazioni terremoto». Nell’ambito delle disposizioni relative al finanziamento pubblico dell’edilizia privata, con il Regio Decreto n. 2309 del 27 settembre 1923 e con il Regio Decreto n. 75 del 17 gennaio 1924, il Ministero delle Finanze è autorizzato ad anticipare agli aventi diritto, nei termini delle norme allora vigenti, e secondo un preciso iter procedurale, quote semestrali del contributo di Stato per la ricostruzione o la riparazione delle case distrutte o danneggiate dal terremoto del 1908. Il Ministero si trova dunque nella condizione di poter devolvere a scaglioni, cioè in 7 esercizi finanziari a partire dal 1924-25 fino al 1930-31, l’ingente somma, per l’epoca, di lire 500 milioni. Questo lavoro ha come oggetto le principali norme emanate per il rilascio di «mutui di favore» finalizzati a incentivare la ricostruzione di iniziativa privata dopo il terremoto del 1908. L’obiettivo principale consiste nel delineare l’iter procedurale in base al quale, ai sensi dei suddetti Regi Decreti, sono state richieste nel giugno 1924 e concesse nel giugno 1925 le «obbligazioni terremoto» n. 000.462 e n. 000.463 per l’edificazione di due edifici asismici ubicati nel centro urbano di Reggio Calabria.

Modalità di finanziamento pubblico per l’edificazione di edifici asismici dopo il terremoto del 1908. Un caso a Reggio Calabria

MUSOLINO, Mariangela
2008

Abstract

Negli anni successivi al disastroso sisma sopravvenuto il 28 dicembre 1908, seguito dal maremoto, le difficili fasi della ricostruzione delle città dello Stretto vengono regolamentate da un complesso sistema normativo contraddistinto dal susseguirsi di leggi e disposizioni, la maggior parte delle quali viene raccolta nel Testo Unico approvato con il Regio Decreto n. 1261 del 12 ottobre 1913. Nonostante la presenza di varie forme di incentivi mirati ad agevolare la realizzazione dell’edilizia privata, pubblica e delle infrastrutture, una svolta decisiva nella riedificazione si registrerà solo tra il 1923 e il 1925. In questo periodo infatti, il Governo stanzia imponenti risorse finanziarie per sostenere ulteriori norme finalizzate al rilascio di «mutui di favore», le cosiddette «obbligazioni terremoto». Nell’ambito delle disposizioni relative al finanziamento pubblico dell’edilizia privata, con il Regio Decreto n. 2309 del 27 settembre 1923 e con il Regio Decreto n. 75 del 17 gennaio 1924, il Ministero delle Finanze è autorizzato ad anticipare agli aventi diritto, nei termini delle norme allora vigenti, e secondo un preciso iter procedurale, quote semestrali del contributo di Stato per la ricostruzione o la riparazione delle case distrutte o danneggiate dal terremoto del 1908. Il Ministero si trova dunque nella condizione di poter devolvere a scaglioni, cioè in 7 esercizi finanziari a partire dal 1924-25 fino al 1930-31, l’ingente somma, per l’epoca, di lire 500 milioni. Questo lavoro ha come oggetto le principali norme emanate per il rilascio di «mutui di favore» finalizzati a incentivare la ricostruzione di iniziativa privata dopo il terremoto del 1908. L’obiettivo principale consiste nel delineare l’iter procedurale in base al quale, ai sensi dei suddetti Regi Decreti, sono state richieste nel giugno 1924 e concesse nel giugno 1925 le «obbligazioni terremoto» n. 000.462 e n. 000.463 per l’edificazione di due edifici asismici ubicati nel centro urbano di Reggio Calabria.
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