L’immagine con cui si presenta Capalbio nel cuore della Maremma meridionale, lungo il confine tra la Repubblica di Siena, poi Granducato, e lo Stato Pontificio, è quella della collina dominata dalla torre della rocca che vigila sul territorio circostante, coronata dalla doppia cerchia di mura che racchiude il borgo.Quella di Capalbio e del complesso fortificato che lo identifica, è una storia dalle vicende complesse soprattutto in epoche remote e che si semplificano a partire dalla seconda metà del XVI secolo fino ai tempi recenti, quando il centro maremmano cade progressivamente nell’oblio. Le finalità per cui la struttura di difesa di Capalbio venne realizzata in più fasi a protezione del borgo, del territorio circostante e simbolicamente della Repubblica da cui dipendeva, si esaurirono in un lasso di tempo relativamente breve, dando modo alla fortezza di esplicare effettivamente la sua funzione militare in poche occasioni. L’avvento sempre più incisivo delle armi da fuoco e l’evoluzione degli strumenti e delle tecniche cui l’arte della guerra faceva ricorso, imposero alle architetture militari una radicale trasformazione, facendo si che solo alcune di esse fossero destinate ad un significativo aggiornamento se non ad un totale rinnovamento: tra queste non erano comprese quelle di Capalbio. Tale condizione ha consentito al borgo maremmano di conservare la memoria del suo nucleo storico che affonda le radici nell’epoca medievale, ma che si è caratterizzato nella fase di passaggio da quell’era all’epoca moderna. Gli esiti della ricerca che si intende presentare, sono emersi dall’individuazione e studio dei documenti contabili di cantiere che, confortati dal riscontro con le strutture ancora conservate, hanno consentito di ricostruire le fasi che hanno segnato la costruzione e trasformazione del complesso fortificato, restituendolo all’epoca e al contesto in cui venne effettivamente realizzato.

La Rocca di Capalbio: storia e vicende architettoniche di una fortificazione senese nel XV secolo

MUSSARI, Bruno
In corso di stampa

Abstract

L’immagine con cui si presenta Capalbio nel cuore della Maremma meridionale, lungo il confine tra la Repubblica di Siena, poi Granducato, e lo Stato Pontificio, è quella della collina dominata dalla torre della rocca che vigila sul territorio circostante, coronata dalla doppia cerchia di mura che racchiude il borgo.Quella di Capalbio e del complesso fortificato che lo identifica, è una storia dalle vicende complesse soprattutto in epoche remote e che si semplificano a partire dalla seconda metà del XVI secolo fino ai tempi recenti, quando il centro maremmano cade progressivamente nell’oblio. Le finalità per cui la struttura di difesa di Capalbio venne realizzata in più fasi a protezione del borgo, del territorio circostante e simbolicamente della Repubblica da cui dipendeva, si esaurirono in un lasso di tempo relativamente breve, dando modo alla fortezza di esplicare effettivamente la sua funzione militare in poche occasioni. L’avvento sempre più incisivo delle armi da fuoco e l’evoluzione degli strumenti e delle tecniche cui l’arte della guerra faceva ricorso, imposero alle architetture militari una radicale trasformazione, facendo si che solo alcune di esse fossero destinate ad un significativo aggiornamento se non ad un totale rinnovamento: tra queste non erano comprese quelle di Capalbio. Tale condizione ha consentito al borgo maremmano di conservare la memoria del suo nucleo storico che affonda le radici nell’epoca medievale, ma che si è caratterizzato nella fase di passaggio da quell’era all’epoca moderna. Gli esiti della ricerca che si intende presentare, sono emersi dall’individuazione e studio dei documenti contabili di cantiere che, confortati dal riscontro con le strutture ancora conservate, hanno consentito di ricostruire le fasi che hanno segnato la costruzione e trasformazione del complesso fortificato, restituendolo all’epoca e al contesto in cui venne effettivamente realizzato.
File in questo prodotto:
Non ci sono file associati a questo prodotto.

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/20.500.12318/13763
Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact