Per chi si occupa di urbanistica non è più consentita l’ignoranza: occorre che i principi della città siano i principi della ecologia: cioè οίκος, oikos, casa, ambiente, e λόγος, logos, discorso o studio del rapporto tra il contenitore, le reti, i comportamenti, (Ekistcks) soprattutto degli abitanti che, se in agglomerati urbani, possono divenire cittadini, cioè cum-cives (Cacciari, 1991) seguendo l’approccio integrato di Appold e Kasarda (1991) all’ecologia umana. La filosofia che deve guidarne sia la trasformazione, la costruzione che la gestione è indicata dalla cultura e dalle politiche mondiali e europee passate dalla scala edilizia a quella urbana e territoriali, dal risparmio energetico ad una visione strategica, dalle tematiche del controllo a quello della gestione complessiva dello spazio sia delle componenti naturali, sia di quelle fisiche e sia ancora di quelle sociali. Così nel 2007 la Carta di Lipsia chiede, “...strategie della politica di sviluppo urbano integrato… coordinate a livello locale, e di città-regione più vasto… un partenariato tra città e zone rurali e anche tra città piccole, medie e grandi e città all’interno di città-regioni e aree metropolitane” esito dell’evoluzione avviatasi nel 1973 con The Limits of Growth (Meadows et al., Club di Roma). Da decenni questi principi si stanno concretizzando nel centro e nord Europa: politiche di chiusura dei centri delle città, trattamento dei rifiuti, costruzione di insediamenti di cui Ecolonia (1989-1993) è esempio emblematico, città sostenibili come Copenaghen Sustainable City. Partendo dal presupposto che costruire la città è una scelta della collettività: innanzitutto infrastrutture collettive di trasporto e poi residenze, servizi, etc.. non c’è un “piano casa” ma politiche per la casa. Su tale implicito substrato culturale condiviso si inseriscono le questioni relative alla sostenibilità. I semi prodotti dall’Arcologia di Soleri, la partecipazione degli abitanti, informazione e formazione degli utenti, soggetti attivi e non meri fruitori, la filosofia progettuale guidata dalla natura di McHarg (1969), stanno alla base di esperienze in termini di forma, densità, tipologia, tecnologiche e materiali. Rilevanti casi sono il Movimento Smart Growth, il discutibile New Urbanism, le diverse Agenzie Federali sull’Energia e Territorio, studi come Energy Planning and Urban Form (Owens, 1986) fino a coniugare gestione dei flussi di comunicazione con quelli degli spostamenti tramite l’Emendamento 15/1984 della California South Coast Air Quality District Agency finalizzato a ridurre la congestione e l’inquinamento dell’aria con il suggerimento/imposizione del telelavoro in un Piano più vasto della Mobilità per Los Angeles. (Aragona, 1993). Nel frattempo la Cina sta pianificando una Muraglia Verde per salvare Pechino dall’incombente desertificazione (Visentin, 2011). Perché gran parte del nostro paese non si sintonizza con questa linea di pensiero? Ricordando che scopo dell’urbanistica è migliorare il livello di benessere ed enfatizzando l’attenzione alla gestione della città in un’ottica di risparmio di suolo e di riqualificazione dell’esistente (De Pascali, 2008). Questa è la tesi che si propone, posta in un campo di ricerca che è intersezione tra il dominio dell’urbanistica, quello della sostenibilità del mondo - naturale e costruito - ed ancora il dominio della politica. I possibili scenari che concludono lo scritto rappresentano ipotesi di lavoro più che affermazioni definitive. Bibliografia Aragona S., (1993) La città virtuale. Trasformazioni urbane e nuove tecnologie dell’informazione, Gangemi Cacciari M., (1991) Aut civitas, aut polis in (a cura di) Mucci E., Rizzoli P. L’immaginario tecnologico metropolitano, Franco Angeli De Pascali P., (2008) Città ed energia. La valenza energetica dell’organizzazione insediativa, Franco Angeli McHarg I.L., (1969) Design with Nature, J. Wiley & Sons, Inc. Meadows H. D (et al.), (1972) I limiti dello sviluppo, Club di Roma, Mondadori Visentin G., (2011) La Muraglia verde che salverà Pechino dal grande deserto in R2, 10 marzo

Per il territorio e la città ecologica occorre una pianificazione e progettazione integrata

ARAGONA, Stefano
2011

Abstract

Per chi si occupa di urbanistica non è più consentita l’ignoranza: occorre che i principi della città siano i principi della ecologia: cioè οίκος, oikos, casa, ambiente, e λόγος, logos, discorso o studio del rapporto tra il contenitore, le reti, i comportamenti, (Ekistcks) soprattutto degli abitanti che, se in agglomerati urbani, possono divenire cittadini, cioè cum-cives (Cacciari, 1991) seguendo l’approccio integrato di Appold e Kasarda (1991) all’ecologia umana. La filosofia che deve guidarne sia la trasformazione, la costruzione che la gestione è indicata dalla cultura e dalle politiche mondiali e europee passate dalla scala edilizia a quella urbana e territoriali, dal risparmio energetico ad una visione strategica, dalle tematiche del controllo a quello della gestione complessiva dello spazio sia delle componenti naturali, sia di quelle fisiche e sia ancora di quelle sociali. Così nel 2007 la Carta di Lipsia chiede, “...strategie della politica di sviluppo urbano integrato… coordinate a livello locale, e di città-regione più vasto… un partenariato tra città e zone rurali e anche tra città piccole, medie e grandi e città all’interno di città-regioni e aree metropolitane” esito dell’evoluzione avviatasi nel 1973 con The Limits of Growth (Meadows et al., Club di Roma). Da decenni questi principi si stanno concretizzando nel centro e nord Europa: politiche di chiusura dei centri delle città, trattamento dei rifiuti, costruzione di insediamenti di cui Ecolonia (1989-1993) è esempio emblematico, città sostenibili come Copenaghen Sustainable City. Partendo dal presupposto che costruire la città è una scelta della collettività: innanzitutto infrastrutture collettive di trasporto e poi residenze, servizi, etc.. non c’è un “piano casa” ma politiche per la casa. Su tale implicito substrato culturale condiviso si inseriscono le questioni relative alla sostenibilità. I semi prodotti dall’Arcologia di Soleri, la partecipazione degli abitanti, informazione e formazione degli utenti, soggetti attivi e non meri fruitori, la filosofia progettuale guidata dalla natura di McHarg (1969), stanno alla base di esperienze in termini di forma, densità, tipologia, tecnologiche e materiali. Rilevanti casi sono il Movimento Smart Growth, il discutibile New Urbanism, le diverse Agenzie Federali sull’Energia e Territorio, studi come Energy Planning and Urban Form (Owens, 1986) fino a coniugare gestione dei flussi di comunicazione con quelli degli spostamenti tramite l’Emendamento 15/1984 della California South Coast Air Quality District Agency finalizzato a ridurre la congestione e l’inquinamento dell’aria con il suggerimento/imposizione del telelavoro in un Piano più vasto della Mobilità per Los Angeles. (Aragona, 1993). Nel frattempo la Cina sta pianificando una Muraglia Verde per salvare Pechino dall’incombente desertificazione (Visentin, 2011). Perché gran parte del nostro paese non si sintonizza con questa linea di pensiero? Ricordando che scopo dell’urbanistica è migliorare il livello di benessere ed enfatizzando l’attenzione alla gestione della città in un’ottica di risparmio di suolo e di riqualificazione dell’esistente (De Pascali, 2008). Questa è la tesi che si propone, posta in un campo di ricerca che è intersezione tra il dominio dell’urbanistica, quello della sostenibilità del mondo - naturale e costruito - ed ancora il dominio della politica. I possibili scenari che concludono lo scritto rappresentano ipotesi di lavoro più che affermazioni definitive. Bibliografia Aragona S., (1993) La città virtuale. Trasformazioni urbane e nuove tecnologie dell’informazione, Gangemi Cacciari M., (1991) Aut civitas, aut polis in (a cura di) Mucci E., Rizzoli P. L’immaginario tecnologico metropolitano, Franco Angeli De Pascali P., (2008) Città ed energia. La valenza energetica dell’organizzazione insediativa, Franco Angeli McHarg I.L., (1969) Design with Nature, J. Wiley & Sons, Inc. Meadows H. D (et al.), (1972) I limiti dello sviluppo, Club di Roma, Mondadori Visentin G., (2011) La Muraglia verde che salverà Pechino dal grande deserto in R2, 10 marzo
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/20.500.12318/14744
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