Sustainability is introduced as new need for Architecture, that ”had” to redefine its own instruments in the limits of a superior Environmental Science. Actually, Vitruvio put yet inside architecture a building rules repertory that harmonizes firmitas with ground, utilitas with local materials and climate, up to building venustas “justified” by place. Architecture has to have consciousness of its works, knowing that drawing housing means to face with nature, to belong to her and at the same time free itself by her with tekne; because without tekne man can’t have a house neither logos, but through tekne he exposes environment to danger. Modern architecture, with its atopia, its high technologies intake (waste paradoxically solved with a very expensive environmental control high-tech) has damaged the alliance between building and place. This challenge interest our centre: where London and Dubai buildings grow up, the same astonishing buildings that drug the architecture with consumerist luxury and induce at illusory needs. More so this danger hangs little centres, tempted by “Bilbao model”: also in Italy the worryingly element is a conception of architecture not far from performance; the disappearing of the ambition that defined Italian modernity: the will of an anonymous art capable to divide itself by the author to be for everyone. The actions proposed for Castiglione, in the ambit of a Etna territory study, looks at sustainability principals. Castiglione (in the cross of two paths that from Etna go towards Milazzo and the Eolian island at n-w, and to Taormina at n-e) wants to convert the ancient characters of territory military control into tourist stream attraction. This expectation is trivialized with the same enlargement “recipe”: the growth of tourist blocks, that offers cheap dormitory suburb close to beach place. The research – thanks to a Mediterranean house overall afterthought – has proposed three actions, examples of sustainable development: 1 – to create a planning workshop in the suburb to show how traditional brickwork terraced house is still the right type for a compatible expansion; 2 - to create an interior design workshop in the centre, to show that Giudecca houses can be reclaimed, promoting a country-hotel program to renewal the building estate; 3 – to set a technologies innovation process, with prototype, testing a “lava brick” capable to verify the performance improvement of those parts interested in building and renewal of Etna traditional house.

La sostenibilità viene presentata come una nuova esigenza per l’Architettura, che si vede “costretta” a ridefinire i propri strumenti nei limiti di una superiore Scienza dell’Ambiente. In realtà, già Vitruvio metteva in seno all’architettura un repertorio di regole costruttive, che accordavano la firmitas al suolo, la utilitas ai materiali locali e al clima, pervenendo alla venustas di un edificio “naturato” dal contesto. L’architettura deve avere consapevolezza dei suoi compiti, sapendo che disegnare l’abitare la obbliga a fare i conti con la natura, ad appartenere ad essa e insieme ad affrancarsene attraverso la tekne; perché senza la tekne l’uomo non avrebbe né dimora né logos, ma attraverso la tekne espone al rischio l’ambiente. L’architettura moderna, con le sue atopie, con le sue tecnologie ad alto consumo (spreco che si intende paradossalmente risolvere attraverso un costosissimo high-tech del controllo ambientale) ha incrinato l’alleanza dell’edificio con il suo contesto. Questa sfida interessa i nostri centri: dove cominciano a spuntare gli edifici di Londra e Dubai, le stesse costruzioni “stupefacenti” che drogano l’architettura di lusso consumistico e inducono falsi bisogni. Ancora di più questo pericolo incombe sui centri minori, tentati dal “modello Bilbao”: anche in Italia il dato inquietante è una concezione dell’architettura indistinta dallo spettacolo; la scomparsa dell’aspirazione che definiva la modernità italiana: la volontà di un’arte anonima, che riuscisse a separarsi dall’artefice per essere di tutti. A principî di sostenibilità, si sono rivolte le azioni proposte per Castiglione, nell’ambito di uno studio sul territorio etneo. Castiglione (all’incontro dei 2 percorsi che dall’Etna si biforcano verso Milazzo e le Eolie a n-o, e verso Taormina a n-e) è interessata a convertire le antiche caratteristiche di controllo militare del territorio in potenzialità di attrazione dei flussi turistici. Questa aspettativa si è banalizzata nella solita “ricetta” di espansione: con il proliferare di condomini “turistici”, che offrono dormitori economici in prossimità delle località balneari. La ricerca ha proposto -attraverso un ripensamento complessivo della casa mediterranea- 3 azioni, come esempio di sviluppo sostenibile: 1 – attivando in periferia un laboratorio di progettazione per mostrare che la tradizionale casa a schiera in muratura portante costituisce ancora il tipo appropriato per una espansione compatibile; 2 – attivando in centro un laboratorio di interni, per mostrare che le case abbandonate della Giudecca possono essere recuperate, promuovendo un programma di paese-albergo con il restauro del patrimonio edilizio; 3 – attivando, attraverso prototipi, un processo di innovazione tecnologica per la sperimentazione di un “mattone di lava”, che verifichi il miglioramento prestazionale di pezzi che interessano la costruzione e il rinnovamento della tradizionale casa etnea.

AZIONI D'ARCHITETTURA SOSTENIBILI PER I CENTRI STORICI MINORI

ARCIDIACONO, Giuseppe Carlo
2010

Abstract

La sostenibilità viene presentata come una nuova esigenza per l’Architettura, che si vede “costretta” a ridefinire i propri strumenti nei limiti di una superiore Scienza dell’Ambiente. In realtà, già Vitruvio metteva in seno all’architettura un repertorio di regole costruttive, che accordavano la firmitas al suolo, la utilitas ai materiali locali e al clima, pervenendo alla venustas di un edificio “naturato” dal contesto. L’architettura deve avere consapevolezza dei suoi compiti, sapendo che disegnare l’abitare la obbliga a fare i conti con la natura, ad appartenere ad essa e insieme ad affrancarsene attraverso la tekne; perché senza la tekne l’uomo non avrebbe né dimora né logos, ma attraverso la tekne espone al rischio l’ambiente. L’architettura moderna, con le sue atopie, con le sue tecnologie ad alto consumo (spreco che si intende paradossalmente risolvere attraverso un costosissimo high-tech del controllo ambientale) ha incrinato l’alleanza dell’edificio con il suo contesto. Questa sfida interessa i nostri centri: dove cominciano a spuntare gli edifici di Londra e Dubai, le stesse costruzioni “stupefacenti” che drogano l’architettura di lusso consumistico e inducono falsi bisogni. Ancora di più questo pericolo incombe sui centri minori, tentati dal “modello Bilbao”: anche in Italia il dato inquietante è una concezione dell’architettura indistinta dallo spettacolo; la scomparsa dell’aspirazione che definiva la modernità italiana: la volontà di un’arte anonima, che riuscisse a separarsi dall’artefice per essere di tutti. A principî di sostenibilità, si sono rivolte le azioni proposte per Castiglione, nell’ambito di uno studio sul territorio etneo. Castiglione (all’incontro dei 2 percorsi che dall’Etna si biforcano verso Milazzo e le Eolie a n-o, e verso Taormina a n-e) è interessata a convertire le antiche caratteristiche di controllo militare del territorio in potenzialità di attrazione dei flussi turistici. Questa aspettativa si è banalizzata nella solita “ricetta” di espansione: con il proliferare di condomini “turistici”, che offrono dormitori economici in prossimità delle località balneari. La ricerca ha proposto -attraverso un ripensamento complessivo della casa mediterranea- 3 azioni, come esempio di sviluppo sostenibile: 1 – attivando in periferia un laboratorio di progettazione per mostrare che la tradizionale casa a schiera in muratura portante costituisce ancora il tipo appropriato per una espansione compatibile; 2 – attivando in centro un laboratorio di interni, per mostrare che le case abbandonate della Giudecca possono essere recuperate, promuovendo un programma di paese-albergo con il restauro del patrimonio edilizio; 3 – attivando, attraverso prototipi, un processo di innovazione tecnologica per la sperimentazione di un “mattone di lava”, che verifichi il miglioramento prestazionale di pezzi che interessano la costruzione e il rinnovamento della tradizionale casa etnea.
978-88-8497-163-0
File in questo prodotto:
Non ci sono file associati a questo prodotto.

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/20.500.12318/14891
Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact