Il libro presenta la prima traduzione in italiano del testo di Viollet-le-Duc sul Monte Bianco. La traduzione, il commento scientifico e la breve nota metodologica sulla traduzione sono dell’autrice. L’opera è anticipata dalla Prefazione di Jacques Gubler, uno dei più autorevoli studiosi dell’architetto parigino. Nel 1868 Eugène E. Viollet-le-Duc decide di compiere un personale rilievo del Monte Bianco. Pur impegnato in importanti cantieri francesi, egli intraprende un progetto che lo terrà legato per otto estati al tetto d’Europa. L’esito della sua impresa si concretizza in una splendida Carte générale in scala 1:40.000 e nel volume de Il massiccio del Monte Bianco. Riferendosi agli studi sulla costituzione geologica del Monte Bianco, V-le-D dimostra come l’altopiano originario raffreddato e cristallizzato si sia rovinato secondo la disposizione geometrica delle rocce. Egli ipotizza una struttura tridimensionale primaria a forma di romboedro che, ripetuto e accostato plurime volte, forma l’intera superficie alpina. V-le-D intende, primariamente, comprendere le ragioni determinanti della trasformazione del Monte Bianco e di farlo con il concorso degli altri insegnamenti scientifici. Lo studioso sembra voler aprire una nuova via alla conoscenza che per i complessi fenomeni naturali non può risolversi soltanto nelle competenze dei singoli campi disciplinari. Come architetto egli riesce, da una parte, a restituire la conformazione originaria del Monte Bianco attraverso un’intensa scrittura e oltre 600 disegni; dall’altra, apre il ragionamento a possibili azioni a tutela del paesaggio alpino, che egli considerava di estrema urgenza. Precorrendo la crisi ambientale contemporanea, egli esprime la necessità che, nel caso dei grandi fenomeni naturali, il restauro si debba intendere come azione di conservazione e salvaguardia.
Il massiccio del Monte Bianco. Studio sulla sua costituzione geodetica e geologica, sulle sue trasformazioni e sullo stato antico e moderno dei suoi ghiacciai / Schepis, Francesca. - 48:(2025), pp. 1-222.
Il massiccio del Monte Bianco. Studio sulla sua costituzione geodetica e geologica, sulle sue trasformazioni e sullo stato antico e moderno dei suoi ghiacciai
Schepis Francesca
2025-01-01
Abstract
Il libro presenta la prima traduzione in italiano del testo di Viollet-le-Duc sul Monte Bianco. La traduzione, il commento scientifico e la breve nota metodologica sulla traduzione sono dell’autrice. L’opera è anticipata dalla Prefazione di Jacques Gubler, uno dei più autorevoli studiosi dell’architetto parigino. Nel 1868 Eugène E. Viollet-le-Duc decide di compiere un personale rilievo del Monte Bianco. Pur impegnato in importanti cantieri francesi, egli intraprende un progetto che lo terrà legato per otto estati al tetto d’Europa. L’esito della sua impresa si concretizza in una splendida Carte générale in scala 1:40.000 e nel volume de Il massiccio del Monte Bianco. Riferendosi agli studi sulla costituzione geologica del Monte Bianco, V-le-D dimostra come l’altopiano originario raffreddato e cristallizzato si sia rovinato secondo la disposizione geometrica delle rocce. Egli ipotizza una struttura tridimensionale primaria a forma di romboedro che, ripetuto e accostato plurime volte, forma l’intera superficie alpina. V-le-D intende, primariamente, comprendere le ragioni determinanti della trasformazione del Monte Bianco e di farlo con il concorso degli altri insegnamenti scientifici. Lo studioso sembra voler aprire una nuova via alla conoscenza che per i complessi fenomeni naturali non può risolversi soltanto nelle competenze dei singoli campi disciplinari. Come architetto egli riesce, da una parte, a restituire la conformazione originaria del Monte Bianco attraverso un’intensa scrittura e oltre 600 disegni; dall’altra, apre il ragionamento a possibili azioni a tutela del paesaggio alpino, che egli considerava di estrema urgenza. Precorrendo la crisi ambientale contemporanea, egli esprime la necessità che, nel caso dei grandi fenomeni naturali, il restauro si debba intendere come azione di conservazione e salvaguardia.File | Dimensione | Formato | |
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