Regarding the project for the Breda Pavilion, Baldessari made a sculptural object by inserting the visitors in a plastic space. He managed to go from the initial sketch, to directly producing the work, as he drafted beautiful spiral designs – like seashell, or the famous cochlea – and was also the absolute master of the construction technique. The structure presented a plastered steel skeleton, clad with a metal fence containing brick. By creating new architectural forms, and shaping a hyperbolic space, he gave particular emphasis to the event, and above all he worked following the impulse of intuition, being that it matched an equivalent effect to the structural lines drawn in the sketches. The anthropomorphism is found in the curved surfaces that bordered the enveloping space to implement unique combination of shapes. Baldessari claimed to have broken the boundaries between architecture and sculpture. Reading the technical drawings and the model made it possible to understand the metric-dimensional and geometric formal aspects of the pavilion. The 3D model allows to view the internal areas, if you follow along the sinuous movement outside to the inside of the cochlea, you can appreciate the spatial quality.

Con il progetto del Padiglione per la Breda del 1952, per la Fiera Internazionale di Milano, Baldessari realizzò un oggetto scultoreo inserendo i visitatori in uno spazio plastico. Inoltre, riuscì a passare dallo schizzo iniziale direttamente alla realizzazione. Lo schizzo d’invenzione - come espressione della creatività e traccia del pensiero progettuale – presentava la forma a spirale del Padiglione che si sviluppava attraverso un nastro e una coclea. Le forme organiche furono riprese per mostrare al pubblico il mutare e progressivo evolversi dell’Azienda stessa. Richiamandosi alle forme della natura, inoltre, il padiglione presentava una soluzione tecnicamente ardita che ha entusiasmato l’autore che dichiarava di aver rotto i confini tra architettura e scultura. Infatti, il nastro e la coclea furono realizzati in cemento armato e mediante l’uso di una singolare orditura metallica in quanto conteneva piccole tessere di terracotta. La lettura dei disegni tecnici e della maquette ha reso possibile comprendere gli aspetti metrico-dimensionali e geometrico-formali del padiglione. La modellazione 3D consente di osservare gli spazi interni. Percorrendo il sinuoso movimento dell’esterno all’interno della coclea è possibile apprezzarne la qualità spaziale.

Lo schizzo d'invenzione e il fascino della complessità. Disegni di Luciano Baldessari per il padiglione Breda a Milano del 1952

CURTI, Gabriella
2016

Abstract

Con il progetto del Padiglione per la Breda del 1952, per la Fiera Internazionale di Milano, Baldessari realizzò un oggetto scultoreo inserendo i visitatori in uno spazio plastico. Inoltre, riuscì a passare dallo schizzo iniziale direttamente alla realizzazione. Lo schizzo d’invenzione - come espressione della creatività e traccia del pensiero progettuale – presentava la forma a spirale del Padiglione che si sviluppava attraverso un nastro e una coclea. Le forme organiche furono riprese per mostrare al pubblico il mutare e progressivo evolversi dell’Azienda stessa. Richiamandosi alle forme della natura, inoltre, il padiglione presentava una soluzione tecnicamente ardita che ha entusiasmato l’autore che dichiarava di aver rotto i confini tra architettura e scultura. Infatti, il nastro e la coclea furono realizzati in cemento armato e mediante l’uso di una singolare orditura metallica in quanto conteneva piccole tessere di terracotta. La lettura dei disegni tecnici e della maquette ha reso possibile comprendere gli aspetti metrico-dimensionali e geometrico-formali del padiglione. La modellazione 3D consente di osservare gli spazi interni. Percorrendo il sinuoso movimento dell’esterno all’interno della coclea è possibile apprezzarne la qualità spaziale.
978-88-492-3295-0
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