Le modificazioni delle attività produttive, in Occidente, da qualche decennio stanno conducendo alla fine della espansione urbana. Ciò, considerando la constatazione della limitatezza delle risorse, di cui I limiti dello sviluppo (Club di Roma – MIT, 1972) rappresenta data emblematica, apre grandi opportunità di ri-significare lo spazio. Spazio antico, la cui importanza del recupero sistemico viene riconosciuta nella Carta di Gubbio (ANCSA, 1960) e spazio moderno che, sotto il profilo sociale è enorme, poiché è nel costruito delle decadi recenti che vive gran parte della popolazione. Il paper quindi pone l’attenzione su entrambe le tipologie del patrimonio costruito esistente, l’antico ed il moderno. Evidenziandone il diverso peso e ruolo in relazione alle differenti condizioni contestuali. Condizioni che sono tra i motivi di una buona o non buona qualità urbana. Considerando, mirando, alla città come bene comune e quindi verificando se spazi pubblici e standard urbanistici sono efficaci nel conseguire tale obiettivo: d’altronde è questo lo scopo a cui mira Smart City ovvero «… costruire Comunità inclusive sostenibili ambientalmente e socialmente». Efficacia che sempre più necessita di essere al centro dell’urbanistica e della pianificazione e che strumenti come il BES, Benessere Equo e Solidale (ISTAT – CNEL, 2013) tentano di misurare, andando quindi oltre il mero dato quantitativo, per cogliere la dimensione qualitativa, prestazionale dell’uso o ri-uso dello spazio.

Costruire la qualità urbana della contemporaneità

ARAGONA, Stefano
2019

Abstract

Le modificazioni delle attività produttive, in Occidente, da qualche decennio stanno conducendo alla fine della espansione urbana. Ciò, considerando la constatazione della limitatezza delle risorse, di cui I limiti dello sviluppo (Club di Roma – MIT, 1972) rappresenta data emblematica, apre grandi opportunità di ri-significare lo spazio. Spazio antico, la cui importanza del recupero sistemico viene riconosciuta nella Carta di Gubbio (ANCSA, 1960) e spazio moderno che, sotto il profilo sociale è enorme, poiché è nel costruito delle decadi recenti che vive gran parte della popolazione. Il paper quindi pone l’attenzione su entrambe le tipologie del patrimonio costruito esistente, l’antico ed il moderno. Evidenziandone il diverso peso e ruolo in relazione alle differenti condizioni contestuali. Condizioni che sono tra i motivi di una buona o non buona qualità urbana. Considerando, mirando, alla città come bene comune e quindi verificando se spazi pubblici e standard urbanistici sono efficaci nel conseguire tale obiettivo: d’altronde è questo lo scopo a cui mira Smart City ovvero «… costruire Comunità inclusive sostenibili ambientalmente e socialmente». Efficacia che sempre più necessita di essere al centro dell’urbanistica e della pianificazione e che strumenti come il BES, Benessere Equo e Solidale (ISTAT – CNEL, 2013) tentano di misurare, andando quindi oltre il mero dato quantitativo, per cogliere la dimensione qualitativa, prestazionale dell’uso o ri-uso dello spazio.
9788899237172
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