The common thread that links Reggio and Messina can be intended for the two cities to grow stronger and tie, with the alliance of Villa San Giovanni, moving towards advanced urban quality and performance. Time seems ripe to fulfill set evoked forty-five years ago with Project 80 for a new type of urban civilization towards a metropolitan scale because only high urban ranks could be considered able to provide goods and services that belong to a civilized society. The irresistible charm the City on the Strait has, is probably due to an extraordinary liquid significance to be considered as a primary infrastructure. The City of the Strait is not to be seen as a city that gets bigger, or two or three cities that become one; it is a city with solid and liquid ways, with significant urban parts that also interact visually, that wisely integrate and re-know in a richer and more complex territorial identity. The growing presence of the territorial risk dimension has to push for the need to innovate the forms and practices of urban planning, basing the plans and the projects for the city on risk prevention, building to offer itself to the widest dimension of the Mediterranean basin as a privileged point of observation about seismic hazard assessment.

Il filo rosso che unisce Reggio e Messina e che in passato ha riguardato prevalentemente gli eventi urbani drammatici, può essere destinato ad irrobustirsi e a legare le due città, con l’alleanza di Villa san Giovanni, nell’evoluzione verso la qualità e le prestazioni urbane avanzate. I tempi sembrano maturi perché si possa compiere l’assetto evocato ormai quarantacinque anni fa con il Progetto 80 di un nuovo tipo di civiltà urbana verso dimensioni metropolitane perché soltanto elevati ranghi urbani si consideravano in grado di assicurare beni e servizi propri di una società evoluta. Il fascino irresistibile della Città dello Stretto, si concentra nello straordinario significante liquido che si offre come infrastruttura primaria. La Città dello Stretto non è una città che diventa più grande, né due o tre città che diventano una; è una città con vie solide e liquide, con significative parti urbane che dialogano anche sotto il profilo visivo, si integrano sapientemente e si ri-conoscono in un’unica più ricca e complessa identità territoriale. La presenza crescente della dimensione del rischio dell’ambito territoriale deve sollecitare la necessità di innovare le forme e le pratiche della pianificazione urbanistica, ponendo alla base di piani e progetti per le città la prevenzione dei rischi, costruendo per proporsi quale luogo privilegiato di osservazione sul tema della pericolosità sismica alla più ampia dimensione del bacino Mediterraneo.

Planning Metropolitan Scenarios for the Strait Area

FALLANCA, Concetta
2014

Abstract

Il filo rosso che unisce Reggio e Messina e che in passato ha riguardato prevalentemente gli eventi urbani drammatici, può essere destinato ad irrobustirsi e a legare le due città, con l’alleanza di Villa san Giovanni, nell’evoluzione verso la qualità e le prestazioni urbane avanzate. I tempi sembrano maturi perché si possa compiere l’assetto evocato ormai quarantacinque anni fa con il Progetto 80 di un nuovo tipo di civiltà urbana verso dimensioni metropolitane perché soltanto elevati ranghi urbani si consideravano in grado di assicurare beni e servizi propri di una società evoluta. Il fascino irresistibile della Città dello Stretto, si concentra nello straordinario significante liquido che si offre come infrastruttura primaria. La Città dello Stretto non è una città che diventa più grande, né due o tre città che diventano una; è una città con vie solide e liquide, con significative parti urbane che dialogano anche sotto il profilo visivo, si integrano sapientemente e si ri-conoscono in un’unica più ricca e complessa identità territoriale. La presenza crescente della dimensione del rischio dell’ambito territoriale deve sollecitare la necessità di innovare le forme e le pratiche della pianificazione urbanistica, ponendo alla base di piani e progetti per le città la prevenzione dei rischi, costruendo per proporsi quale luogo privilegiato di osservazione sul tema della pericolosità sismica alla più ampia dimensione del bacino Mediterraneo.
978-3-03835-105-4
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