Francesca Pennucci e Sabina De Rosis ricostruiscono l’evoluzione storica del management sanitario tratteggiando i posizionamenti degli autori che ne hanno definito i principali orientamenti teorici. L’obiettivo del loro saggio, dal titolo Intellettuali o esperti? Traiettorie di evoluzione del pensiero per la pratica nel management pubblico dei sistemi sanitari, è quello di mettere in luce come i vari paradigmi organizzativi in ambito sanitario, pur presentandosi come expertise tecnica siano in larga parte costruiti sulla base di prese di posizione politico-intellettuali soggiacenti. Quest’ultime sono ad esempio relative a un certo modo di concepire le finalità che il sistema sanitario pubblico dovrebbe perseguire, nonché dei mezzi che i suoi operatori sono legittimati ad utilizzare per raggiungere tali fini. Il percorso inizia con l’analisi di due figure emblematiche del dopoguerra, William Beveridge (1879- 1963) e Avedis Donabedian (1919-1988). Con il rapporto Social Insurance and Allied Services del 1942, il primo di questi autori sistematizza i principi dello Stato sociale moderno, introducendo l’idea di universalismo e gratuità dell’assistenza tramite solidarietà collettiva. Dal canto suo, Donabedian propone invece un framework, tuttora centrale (struttura-processo-esito), per garantire qualità delle cure appropriate, sicure ed efficaci, superando l’autoreferenzialità medica e orientando alla valutazione sistematica oltre la singola relazione medico-paziente. La tappa successiva è segnata dal consolidarsi del così detto New Public Management che introduce negli anni ’80-’90 logiche aziendali – come efficienza, efficacia, performance management, accountability – all’interno sanità pubblica. In questo contesto, gli intellettuali-manager promuovono strumenti di misurazione sistematica acquisendo spazio nella gestione sanitaria, talvolta distorcendo il fine pubblico privilegiando competizione su equità e sostenibilità. L’ultima fase descritta ha invece a che fare con l’emergere degli approcci patient- and person-centred e il loro intreccio con i paradigmi incentrati sull’orientamento al valore – la cui definizione è sempre oggetto di controversia e negoziazione.

Intellettuali o esperti? Traiettorie di evoluzione del pensiero per la pratica nel management pubblico dei sistemi sanitari / Pennucci, Francesca; De Rosis, Sabina. - 16:(2026), pp. 115-140.

Intellettuali o esperti? Traiettorie di evoluzione del pensiero per la pratica nel management pubblico dei sistemi sanitari

Sabina De Rosis
2026-01-01

Abstract

Francesca Pennucci e Sabina De Rosis ricostruiscono l’evoluzione storica del management sanitario tratteggiando i posizionamenti degli autori che ne hanno definito i principali orientamenti teorici. L’obiettivo del loro saggio, dal titolo Intellettuali o esperti? Traiettorie di evoluzione del pensiero per la pratica nel management pubblico dei sistemi sanitari, è quello di mettere in luce come i vari paradigmi organizzativi in ambito sanitario, pur presentandosi come expertise tecnica siano in larga parte costruiti sulla base di prese di posizione politico-intellettuali soggiacenti. Quest’ultime sono ad esempio relative a un certo modo di concepire le finalità che il sistema sanitario pubblico dovrebbe perseguire, nonché dei mezzi che i suoi operatori sono legittimati ad utilizzare per raggiungere tali fini. Il percorso inizia con l’analisi di due figure emblematiche del dopoguerra, William Beveridge (1879- 1963) e Avedis Donabedian (1919-1988). Con il rapporto Social Insurance and Allied Services del 1942, il primo di questi autori sistematizza i principi dello Stato sociale moderno, introducendo l’idea di universalismo e gratuità dell’assistenza tramite solidarietà collettiva. Dal canto suo, Donabedian propone invece un framework, tuttora centrale (struttura-processo-esito), per garantire qualità delle cure appropriate, sicure ed efficaci, superando l’autoreferenzialità medica e orientando alla valutazione sistematica oltre la singola relazione medico-paziente. La tappa successiva è segnata dal consolidarsi del così detto New Public Management che introduce negli anni ’80-’90 logiche aziendali – come efficienza, efficacia, performance management, accountability – all’interno sanità pubblica. In questo contesto, gli intellettuali-manager promuovono strumenti di misurazione sistematica acquisendo spazio nella gestione sanitaria, talvolta distorcendo il fine pubblico privilegiando competizione su equità e sostenibilità. L’ultima fase descritta ha invece a che fare con l’emergere degli approcci patient- and person-centred e il loro intreccio con i paradigmi incentrati sull’orientamento al valore – la cui definizione è sempre oggetto di controversia e negoziazione.
2026
9791256153701
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12318/165406
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