The present contribution is part of a broader investigation that involves the jurist in a dynamic and constantly evolving training process. The aim is to focus attention on an increasingly ‘diastemic’ legal science (using François Jullien’s lexicon) characterised by continuous transformations that make it ‘escape’ from a purely ‘systemic’ logic of law linked to a very modern image of juridicality and turn towards an increasingly inclusive legal education. To this end, a comparison between past, present and future perspectives is necessary, moving from tradition to innovation to be understood as an applied methodology within a reflection on the way in which a science works with the ‘intellectual tools’ at its disposal.

Il presente contributo si inserisce in un'indagine che coinvolge il giurista in un processo formativo dinamico e in continua evoluzione; l'obiettivo è quello di focalizzare l'attenzione su una scienza giuridica sempre più “diastemica” (utilizzando il lessico di François Jullien), caratterizzata da continue trasformazioni che la fanno ‘uscire’ da una logica puramente “sistemica” del diritto legata a un'immagine molto moderna della giuridicità e virare verso una formazione giuridica sempre più inclusiva. A tal fine, è necessario un confronto tra prospettive passate, presenti e future, passando dalla tradizione all'innovazione intesa come metodologia applicata, in una riflessione sul modo in cui una scienza lavora con gli “strumenti intellettuali” a sua disposizione.

Formazione del giurista e inclusività. Per una scienza giuridica diastemica / Siclari, E.. - 99:(2025), pp. 639-653. [10.15168/11572_469414]

Formazione del giurista e inclusività. Per una scienza giuridica diastemica

Siclari Elena
2025-01-01

Abstract

The present contribution is part of a broader investigation that involves the jurist in a dynamic and constantly evolving training process. The aim is to focus attention on an increasingly ‘diastemic’ legal science (using François Jullien’s lexicon) characterised by continuous transformations that make it ‘escape’ from a purely ‘systemic’ logic of law linked to a very modern image of juridicality and turn towards an increasingly inclusive legal education. To this end, a comparison between past, present and future perspectives is necessary, moving from tradition to innovation to be understood as an applied methodology within a reflection on the way in which a science works with the ‘intellectual tools’ at its disposal.
2025
2025
Italiano
99
Quaderni della facoltà di giurisprudenza
639
653
15
Esperti anonimi
Il presente contributo si inserisce in un'indagine che coinvolge il giurista in un processo formativo dinamico e in continua evoluzione; l'obiettivo è quello di focalizzare l'attenzione su una scienza giuridica sempre più “diastemica” (utilizzando il lessico di François Jullien), caratterizzata da continue trasformazioni che la fanno ‘uscire’ da una logica puramente “sistemica” del diritto legata a un'immagine molto moderna della giuridicità e virare verso una formazione giuridica sempre più inclusiva. A tal fine, è necessario un confronto tra prospettive passate, presenti e future, passando dalla tradizione all'innovazione intesa come metodologia applicata, in una riflessione sul modo in cui una scienza lavora con gli “strumenti intellettuali” a sua disposizione.
Formativity, inclusiveness, Jullien, diastema, system, gap.
Formatività, inclusività, Jullien, diastema, sistema, scarto.
Questo volume raccoglie gli atti degli interventi discussi nei gruppi di lavoro del XXXIII Congresso nazionale della Società Italiana di Filosofia del Diritto, svoltosi a Trento, presso la Facoltà di Giurisprudenza, nei giorni 12, 13 e 14 settembre 2024. Il tema dell’autonomia si configura come una categoria teorica di particolare ampiezza, capace di illuminare le grandi transizioni che segnano il pensiero giuridico contemporaneo: dalla centralità moderna dell’individuo e dei diritti soggettivi alle trasformazioni della sovranità politica; dagli assetti statuali tradizionali alla frammentazione delle fonti in una dimensione transnazionale e globalizzata; dal primato del sapere giuridico al confronto con nuovi saperi, nuove tecniche e nuove forme di potere. Il volume restituisce la pluralità degli ambiti nei quali la questione dell’autonomia si dispiega e si problematizza: le transizioni epistemiche, nel rapporto tra sapere giuridico e nuovi saperi; quelle istituzionali, che riguardano le professioni giuridiche, l’autonomia della norma e gli ordinamenti statuali e locali; quelle antropologiche, che emergono nelle questioni della bioetica e nelle trasformazioni della soggettività; quelle formative, economiche e culturali, che attraversano la didattica del diritto, l’economia e le humanities; sino a quelle tecnologiche e sociali, legate all’intelligenza artificiale, alle questioni di genere, al controllo sociale e alla società algoritmica. Ne emerge una riflessione corale che assume l’autonomia non come nozione statica o univoca, ma come luogo teorico nel quale si inscrivono passaggi e riconfigurazioni: tra autonomia ed eteronomia, tra identità e differenza, tra diritto e tecnica, tra soggettività e potere, tra ordine normativo e trasformazioni della vita sociale. Il volume offre così una mappa ampia e critica delle transizioni che attraversano oggi il pensiero giuridico, mostrando come nella categoria dell’autonomia si giochi una posta decisiva per la comprensione del presente.
Nazionale
No
info:eu-repo/semantics/bookPart
Siclari, Elena
2 Contributo in Volume::2.1 Contributo in volume (Capitolo o Saggio)
1
268
Formazione del giurista e inclusività. Per una scienza giuridica diastemica / Siclari, E.. - 99:(2025), pp. 639-653. [10.15168/11572_469414]
none
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12318/167946
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