Nato all’interno di un più ampio progetto di valorizzazione della cittadina di Belcastro, in provincia di Catanzaro, promosso dalla pubblica amministrazione nel 20**, il restauro dei resti del castello medievale dei Conti d’Aquino di Belcastro, in provincia di Catanzaro, si è rivelato quale straordinaria occasione di approfondimento di tematiche tradizionalmente connesse alla conservazione e valorizzazione delle strutture fortificate. Il castello, infatti, è un interessante palinsesto di tipologie, tecniche costruttive e di difesa, ma anche di modi di restauro e riparazione, che documenta l’evoluzione del complesso fortificato dalla fondazione, probabilmente nel XIII secolo, fino ai più recenti restauri. Costruito sull’affioramento roccioso nella parte più elevata dell’abitato, esso, inoltre, con l’imponente donjon, domina la valle sottostante, caratterizzando fortemente il paesaggio all’interno del ricco sistema di fortificazioni che contraddistingue il territorio calabrese, e qualificandosi come polo di maggior attrazione del centro storico. A questi aspetti, che ne accreditano il ruolo e la storia, e che il progetto di restauro ha posto in evidenza, si uniscono quelli legati alla fragilità di queste strutture, caratterizzate - in particolar modo i resti della cinta muraria - da importanti problemi strutturali. Infine, seguendo una sorte comune ad altre strutture fortificate del territorio, ancora oggi in gran parte poco studiate e tutelate, l’area del castello è stata per lungo tempo trascurata o soggetta ad usi impropri che hanno progressivamente accentuato il degrado e l’incuria. Il presente contributo intende ripercorrere le fasi del progetto, rivelando, in particolare, le strategie che l’hanno guidato. Partendo dal criterio del massimo rispetto delle permanenze, gli aspetti propriamente tecnici e quelli legati alla fruizione dell’area sono stati studiati in modo integrato. Da un lato infatti, il progetto ha studiato tecniche non invasive e reversibili – ma affidabili dal punto di vista della resistenza ai sismi - per i consolidamenti strutturali, dall’altro, la messa in sicurezza della struttura è stata un’occasione utile per proporre forme di fruizione, attualmente in fase di realizzazione, più compatibili con la vocazione di queste strutture e più attente al ruolo e al significato del complesso fortificato.

Il castello dei Conti d’Aquino a Belcastro (Catanzaro). Progetto di conservazione, esiti e prospettive

MUSSARI, Bruno;
In corso di stampa

Abstract

Nato all’interno di un più ampio progetto di valorizzazione della cittadina di Belcastro, in provincia di Catanzaro, promosso dalla pubblica amministrazione nel 20**, il restauro dei resti del castello medievale dei Conti d’Aquino di Belcastro, in provincia di Catanzaro, si è rivelato quale straordinaria occasione di approfondimento di tematiche tradizionalmente connesse alla conservazione e valorizzazione delle strutture fortificate. Il castello, infatti, è un interessante palinsesto di tipologie, tecniche costruttive e di difesa, ma anche di modi di restauro e riparazione, che documenta l’evoluzione del complesso fortificato dalla fondazione, probabilmente nel XIII secolo, fino ai più recenti restauri. Costruito sull’affioramento roccioso nella parte più elevata dell’abitato, esso, inoltre, con l’imponente donjon, domina la valle sottostante, caratterizzando fortemente il paesaggio all’interno del ricco sistema di fortificazioni che contraddistingue il territorio calabrese, e qualificandosi come polo di maggior attrazione del centro storico. A questi aspetti, che ne accreditano il ruolo e la storia, e che il progetto di restauro ha posto in evidenza, si uniscono quelli legati alla fragilità di queste strutture, caratterizzate - in particolar modo i resti della cinta muraria - da importanti problemi strutturali. Infine, seguendo una sorte comune ad altre strutture fortificate del territorio, ancora oggi in gran parte poco studiate e tutelate, l’area del castello è stata per lungo tempo trascurata o soggetta ad usi impropri che hanno progressivamente accentuato il degrado e l’incuria. Il presente contributo intende ripercorrere le fasi del progetto, rivelando, in particolare, le strategie che l’hanno guidato. Partendo dal criterio del massimo rispetto delle permanenze, gli aspetti propriamente tecnici e quelli legati alla fruizione dell’area sono stati studiati in modo integrato. Da un lato infatti, il progetto ha studiato tecniche non invasive e reversibili – ma affidabili dal punto di vista della resistenza ai sismi - per i consolidamenti strutturali, dall’altro, la messa in sicurezza della struttura è stata un’occasione utile per proporre forme di fruizione, attualmente in fase di realizzazione, più compatibili con la vocazione di queste strutture e più attente al ruolo e al significato del complesso fortificato.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/20.500.12318/17635
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