This contribution investigates on a process detecting design instruments in a behavioral modality suitable to the localistic segment in which it is applied, assuring a logic sequence of recognizability with the urban outlook in question. Nowadays the international architectural outlook is marked by the visibility primacy of architectural works, aside from the settlement places, and not so much by the innovative drive putting the emphasis on the executive reliability of design procedures, above all in interventions similar for historical-architectural continuity. Therefore, how can these imply considerations about figurative modalities transferable to a morpho-technological apparatus, and through an analysis of the linguistic repertoire, to serve as path to articulate a sustainable design, on a contextual scale?

Il contributo che si propone vuole indagare su un processo che individui gli strumenti della progettazione in una modalità comportamentale appropriata al segmento localistico in cui viene applicata, garantendo una sequenza logica di riconoscibilità col paesaggio urbano interessato. Il panorama internazionale architettonico viene contrassegnato oggi dal primato della visibilità delle opere indifferentemente ai luoghi d’insediamento, e non tanto da quelle spinte innovative che, invece, raccogliendo la domanda dell’ambiente di appartenenza pongono l’accento sull’attendibilità attuativa delle procedure progettuali, soprattutto in interventi simili per continuità storico-architettonica. Come possono queste, allora, comportare un’innovazione delle modalità figurative da trasferirsi in un apparato morfo-tecnologico, e attraverso un’analisi sul repertorio linguistico, per fungere da tracciato per articolare una progettazione sostenibile proprio perché a misura di contesto? L’origine della riflessione trae spunto dalle sfumature architettoniche intrecciate nel paesaggio esistente da cui desumere una significatività persino dell’edilizia minore a cui viene destinata la maggiore responsabilità della costruzione del quadro urbano odierno. La topicità, dunque, qui sottesa e più volte citata da maestri e pensatori contemporanei, emerge come fattore essenziale da scomporre e valutare per l’influenza che può provocare nel processo progettuale, certamente in rapporto alle condizioni climatiche o all’utilizzo di risorse locali ma anche, e soprattutto, per le interazioni tra aspetti percettivi e configurazione complessiva dei manufatti condotte essenzialmente dal contributo della sfera tecnologica, chiamata a coadiuvare tipicità e spontaneità della tradizione in una sintesi esigenziale-prestazionale da contrapporsi a quella inesorabile sostituzione dei luoghi che si verifica nel tentativo di cercare una nuova modernità.

Interpretazione del linguaggio decodificato dalle preesistenze per la costruzione di un metodo progettuale innovativo.

FOTI, Giuseppa Maria Concetta;
2012

Abstract

Il contributo che si propone vuole indagare su un processo che individui gli strumenti della progettazione in una modalità comportamentale appropriata al segmento localistico in cui viene applicata, garantendo una sequenza logica di riconoscibilità col paesaggio urbano interessato. Il panorama internazionale architettonico viene contrassegnato oggi dal primato della visibilità delle opere indifferentemente ai luoghi d’insediamento, e non tanto da quelle spinte innovative che, invece, raccogliendo la domanda dell’ambiente di appartenenza pongono l’accento sull’attendibilità attuativa delle procedure progettuali, soprattutto in interventi simili per continuità storico-architettonica. Come possono queste, allora, comportare un’innovazione delle modalità figurative da trasferirsi in un apparato morfo-tecnologico, e attraverso un’analisi sul repertorio linguistico, per fungere da tracciato per articolare una progettazione sostenibile proprio perché a misura di contesto? L’origine della riflessione trae spunto dalle sfumature architettoniche intrecciate nel paesaggio esistente da cui desumere una significatività persino dell’edilizia minore a cui viene destinata la maggiore responsabilità della costruzione del quadro urbano odierno. La topicità, dunque, qui sottesa e più volte citata da maestri e pensatori contemporanei, emerge come fattore essenziale da scomporre e valutare per l’influenza che può provocare nel processo progettuale, certamente in rapporto alle condizioni climatiche o all’utilizzo di risorse locali ma anche, e soprattutto, per le interazioni tra aspetti percettivi e configurazione complessiva dei manufatti condotte essenzialmente dal contributo della sfera tecnologica, chiamata a coadiuvare tipicità e spontaneità della tradizione in una sintesi esigenziale-prestazionale da contrapporsi a quella inesorabile sostituzione dei luoghi che si verifica nel tentativo di cercare una nuova modernità.
978-88-548-4480-3
This contribution investigates on a process detecting design instruments in a behavioral modality suitable to the localistic segment in which it is applied, assuring a logic sequence of recognizability with the urban outlook in question. Nowadays the international architectural outlook is marked by the visibility primacy of architectural works, aside from the settlement places, and not so much by the innovative drive putting the emphasis on the executive reliability of design procedures, above all in interventions similar for historical-architectural continuity. Therefore, how can these imply considerations about figurative modalities transferable to a morpho-technological apparatus, and through an analysis of the linguistic repertoire, to serve as path to articulate a sustainable design, on a contextual scale?
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