L’architettura degli hammam mediorientali non è mai stata oggetto d’indagine precipua. Se è probabile, quindi, che il progressivo abbandono di queste strutture abbia determinato la caduta dell’interesse degli studiosi si segnala, tuttavia, una considerevole eccezione nel contributo dei fotografi che hanno trovato il modo per realizzare suggestive immagini degli interni di queste architetture, catturando con l’occhio smaliziato squarci di vita quotidiana in un luogo tra pubblico e privato, laddove questo diaframma è veramente labile ed è più facile, per lo straniero che ne varca la soglia avvertire una spiacevole sensazione d’invadenza. Mediante questo studio si è inteso porre attenzione, in primo luogo, ad un aspetto non secondario della cultura islamica che investe la sfera sociale. La considerazione dello spazio architettonico di un hammam ha indotto ad una attenta riflessione sull’attuale contraddizione tra il rischio di abbandono degli edifici, perché troppo costosi nel funzionamento dell’intero apparato, e un rinnovato interesse che sta divenendo crescente. Si è divenuti consapevoli dell’importanza che la ricerca presenti aspetti delle architetture esistenti per configurarne con maggiore esattezza e rigore scientifico la consistenza metrico-dimensionale e geometrico-formale. Si è inteso, sostanzialmente, provare a conoscere la complessità architettonico-spaziale degli edifici e comunicarne la configurazione globale oltre alla matrice tipologica e compositiva. Si è fatto ricorso, inoltre, alla modellazione digitale utilizzata non per estrinsecare l’architettura nello spazio, bensì lo spazio stesso dell’architettura.

SPAZI DI PURIFICAZIONE NEI RITI ISLAMICI. Hammam e kaplika nelle città del Mediterraneo. Immagini Disegni Modelli

CURTI, Gabriella
2007

Abstract

L’architettura degli hammam mediorientali non è mai stata oggetto d’indagine precipua. Se è probabile, quindi, che il progressivo abbandono di queste strutture abbia determinato la caduta dell’interesse degli studiosi si segnala, tuttavia, una considerevole eccezione nel contributo dei fotografi che hanno trovato il modo per realizzare suggestive immagini degli interni di queste architetture, catturando con l’occhio smaliziato squarci di vita quotidiana in un luogo tra pubblico e privato, laddove questo diaframma è veramente labile ed è più facile, per lo straniero che ne varca la soglia avvertire una spiacevole sensazione d’invadenza. Mediante questo studio si è inteso porre attenzione, in primo luogo, ad un aspetto non secondario della cultura islamica che investe la sfera sociale. La considerazione dello spazio architettonico di un hammam ha indotto ad una attenta riflessione sull’attuale contraddizione tra il rischio di abbandono degli edifici, perché troppo costosi nel funzionamento dell’intero apparato, e un rinnovato interesse che sta divenendo crescente. Si è divenuti consapevoli dell’importanza che la ricerca presenti aspetti delle architetture esistenti per configurarne con maggiore esattezza e rigore scientifico la consistenza metrico-dimensionale e geometrico-formale. Si è inteso, sostanzialmente, provare a conoscere la complessità architettonico-spaziale degli edifici e comunicarne la configurazione globale oltre alla matrice tipologica e compositiva. Si è fatto ricorso, inoltre, alla modellazione digitale utilizzata non per estrinsecare l’architettura nello spazio, bensì lo spazio stesso dell’architettura.
978-88-89955-25-3
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