Inspired by Riccardo Migliari’s Theorem of the Architecture Model, limited to the representation encoded by the 12 Degrees of Iconicity by Abraham Moles, our research proposes the Complex Design as a privileged tool for comparison in the dynamics of the course of study. Using as an example the experience of the Modern Movement, in the interpretation of Mies van der Rohe (the Barcelona chair and the German Pavilion at the Universal Exposition in 1929) and of Gerrit Thomas Rietveld (the Red&Blue chair and the Schröder house), a pervasive, integrated and totalizing form of thought is told, summarized by the Bauhaus in the slogan “from the spoon to the city”: a unitary design system, the result of a strict functional analysis. In conclusion, then, the ‘Complex Design’ is entrusted with the task of integrating the analysis of the artifact with the description of the ideas and underlying processes, proceeding to deal with the reading of the investigated theme in three levels of depth. The first, the more general one, researches the relationships between the Modern Movement and the entire cultural production of the 20th century. The second one, intermediate, deals with the relationships between the two architects, the chosen works and the respective currents of thought. The third and final one analyzes, following the indications of the Bauhaus, that integrated and unitary design system applicable to both design and architecture.

Ispirata al Teorema del Modello di Architettura di Roberto Migliari, circoscritta alla rappresentazione codificata dai 12 Gradi di Iconicità di Abraham Moles, la nostra ricerca propone il ‘Disegno Complesso’ come strumento privilegiato di confronto nelle dinamiche del corso di studio. Utilizzando esemplificativamente l’esperienza del Movimento Moderno, nell’interpretazione di Mies van der Rohe (la sedia Barcelona e il Padiglione tedesco all’Esposizione Universale del 1929) e di Gerrit Thomas Rietveld (la sedia Red&Blue e la casa Schröder), si racconta una forma di pensiero pervasivo, integrato e totalizzante, sintetizzato dal Bauhaus nel motto “dal cucchiaio alla città”: un sistema di progettazione unitario, frutto di una rigorosa analisi funzionale. Concludendo, allora, è demandato al ‘Disegno Complesso’ il compito di integrare l’analisi dell’artefatto alla descrizione delle idee e dei processi sottesi, procedendo nell’affrontare la lettura del tema indagato in tre livelli di approfondimento. In primo, il più generale, ricerca le relazioni che intercorrono tra il Movimento Moderno e l’intera produzione culturale del XX secolo. Il secondo, intermedio, si occupa delle relazioni che intercorrono tra i due architetti, le opere scelte e le rispettive correnti di pensiero. Il terzo ed ultimo analizza, seguendo le indicazioni del Bauhaus, quel sistema di progettazione integrato e unitario applicabile sia al design che all’architettura.

Due esempi di didattica sulla rappresentazione di relazioni che legano opere, architetti e correnti culturali

Agostino Urso
Writing – Original Draft Preparation
;
Francesco De Lorenzo
Writing – Original Draft Preparation
2020-01-01

Abstract

Ispirata al Teorema del Modello di Architettura di Roberto Migliari, circoscritta alla rappresentazione codificata dai 12 Gradi di Iconicità di Abraham Moles, la nostra ricerca propone il ‘Disegno Complesso’ come strumento privilegiato di confronto nelle dinamiche del corso di studio. Utilizzando esemplificativamente l’esperienza del Movimento Moderno, nell’interpretazione di Mies van der Rohe (la sedia Barcelona e il Padiglione tedesco all’Esposizione Universale del 1929) e di Gerrit Thomas Rietveld (la sedia Red&Blue e la casa Schröder), si racconta una forma di pensiero pervasivo, integrato e totalizzante, sintetizzato dal Bauhaus nel motto “dal cucchiaio alla città”: un sistema di progettazione unitario, frutto di una rigorosa analisi funzionale. Concludendo, allora, è demandato al ‘Disegno Complesso’ il compito di integrare l’analisi dell’artefatto alla descrizione delle idee e dei processi sottesi, procedendo nell’affrontare la lettura del tema indagato in tre livelli di approfondimento. In primo, il più generale, ricerca le relazioni che intercorrono tra il Movimento Moderno e l’intera produzione culturale del XX secolo. Il secondo, intermedio, si occupa delle relazioni che intercorrono tra i due architetti, le opere scelte e le rispettive correnti di pensiero. Il terzo ed ultimo analizza, seguendo le indicazioni del Bauhaus, quel sistema di progettazione integrato e unitario applicabile sia al design che all’architettura.
9788835104490
Inspired by Riccardo Migliari’s Theorem of the Architecture Model, limited to the representation encoded by the 12 Degrees of Iconicity by Abraham Moles, our research proposes the Complex Design as a privileged tool for comparison in the dynamics of the course of study. Using as an example the experience of the Modern Movement, in the interpretation of Mies van der Rohe (the Barcelona chair and the German Pavilion at the Universal Exposition in 1929) and of Gerrit Thomas Rietveld (the Red&Blue chair and the Schröder house), a pervasive, integrated and totalizing form of thought is told, summarized by the Bauhaus in the slogan “from the spoon to the city”: a unitary design system, the result of a strict functional analysis. In conclusion, then, the ‘Complex Design’ is entrusted with the task of integrating the analysis of the artifact with the description of the ideas and underlying processes, proceeding to deal with the reading of the investigated theme in three levels of depth. The first, the more general one, researches the relationships between the Modern Movement and the entire cultural production of the 20th century. The second one, intermediate, deals with the relationships between the two architects, the chosen works and the respective currents of thought. The third and final one analyzes, following the indications of the Bauhaus, that integrated and unitary design system applicable to both design and architecture.
didactics, connections, science of representation, multimedia, architecture
didattica, connessioni, scienze della rappresentazione, multimedialità, architettura
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12318/72861
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