Chi si appresta allo studio o alla descrizione dei vitigni coltivati in Calabria, così come chi opera nel settore vitivinicolo e vivaistico della regione o esegue controlli nei vigneti del territorio, non soltanto ha la percezione di un ricco patrimonio di diversità genetica, ma si imbatte anche in un intreccio di sinonimi (Vitigni identici denominati in modo diverso nelle diverse località) e di omonimi (vitigni differenti indicati con uno stesso nome), tale da rendere estremamente complicata l'identificazione dei vitigni stessi. Questa, ben sappiamo, è invece importante sia perchè alcune norme legislative stabiliscono le cultivar che possono essere utilizzate nel territorio calabrese sia perchè le DOC regionali prevedono i vitigni che possono rientrare nei vari disciplinari di produzione. Fin dall'inizio di questo studio, che si è basato su analisi molecolari, verifiche in campo, esame delle descrizioni già pubblicate e della bibliografia storica sui vitigno calabresi, ci si è resi conto delle problematiche ampelografiche in gioco e, in un lavoro di collaborazione tra autori con competenze specifiche appartenenti a istituzioni diverse, si è cercato di accertare i vari sinonimi, stabilire i vitigni omonimi e valutare la corrispondenza con le cultivar di vite iscritte nel Registro Nazionale delle Varietà, dunque coltivabili. Lungi dall'aver chiarito tutti i punti interrogativi di una situazione, quale quella calabrese, che è sicuramente tra le più complesse da un punto di vista ampelografico, sono stati riportati i primi risultati conseguiti sugli accertamenti condotti. Lo scopo di questa nota è stato quello di presentare in modo sintetico un primo elenco di sinonimi dei vitigni calabresi ed una prima distinzione tra i principali omonimi, in modo che possano servire da guida agli operatori del settore vitivinicolo e come base per ulteriori approfondimenti. Appare chiaro che l'assortimento varietale calabrese risulta di grande ricchezza: vi sono vitigni le cui uve sono idonee per diverse tipologie di produzione, alcune delle quali di eccellenti potenzialità qualitative. Molti vitigni sono probabilmente autoctoni, alcuni dei quali in comune con la base ampelografica di altre regioni mediterranee, quali Sicilia e Puglia. Nel loro insieme, essi costituiscono un patrimonio di diversità la cui storia, le origini ed i percorsi, per lo più sconosciuti, rendono ancora più affascinante il loro recupero ed il loro studio.

Studi per il riordino del germoplasma viticolo della Calabria

ZAPPIA, Rocco;
2008

Abstract

Chi si appresta allo studio o alla descrizione dei vitigni coltivati in Calabria, così come chi opera nel settore vitivinicolo e vivaistico della regione o esegue controlli nei vigneti del territorio, non soltanto ha la percezione di un ricco patrimonio di diversità genetica, ma si imbatte anche in un intreccio di sinonimi (Vitigni identici denominati in modo diverso nelle diverse località) e di omonimi (vitigni differenti indicati con uno stesso nome), tale da rendere estremamente complicata l'identificazione dei vitigni stessi. Questa, ben sappiamo, è invece importante sia perchè alcune norme legislative stabiliscono le cultivar che possono essere utilizzate nel territorio calabrese sia perchè le DOC regionali prevedono i vitigni che possono rientrare nei vari disciplinari di produzione. Fin dall'inizio di questo studio, che si è basato su analisi molecolari, verifiche in campo, esame delle descrizioni già pubblicate e della bibliografia storica sui vitigno calabresi, ci si è resi conto delle problematiche ampelografiche in gioco e, in un lavoro di collaborazione tra autori con competenze specifiche appartenenti a istituzioni diverse, si è cercato di accertare i vari sinonimi, stabilire i vitigni omonimi e valutare la corrispondenza con le cultivar di vite iscritte nel Registro Nazionale delle Varietà, dunque coltivabili. Lungi dall'aver chiarito tutti i punti interrogativi di una situazione, quale quella calabrese, che è sicuramente tra le più complesse da un punto di vista ampelografico, sono stati riportati i primi risultati conseguiti sugli accertamenti condotti. Lo scopo di questa nota è stato quello di presentare in modo sintetico un primo elenco di sinonimi dei vitigni calabresi ed una prima distinzione tra i principali omonimi, in modo che possano servire da guida agli operatori del settore vitivinicolo e come base per ulteriori approfondimenti. Appare chiaro che l'assortimento varietale calabrese risulta di grande ricchezza: vi sono vitigni le cui uve sono idonee per diverse tipologie di produzione, alcune delle quali di eccellenti potenzialità qualitative. Molti vitigni sono probabilmente autoctoni, alcuni dei quali in comune con la base ampelografica di altre regioni mediterranee, quali Sicilia e Puglia. Nel loro insieme, essi costituiscono un patrimonio di diversità la cui storia, le origini ed i percorsi, per lo più sconosciuti, rendono ancora più affascinante il loro recupero ed il loro studio.
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