Piazze d’acqua Il paper presenta una riflessione sul rapporto tra progetto dello spazio pubblico, sicurezza e mitigazione del rischio idrogeologico nei piccoli borghi delle aree interne, che rappresentano una porzione rilevante del territorio italiano. Queste realtà, oggi al centro di un rinnovato interesse, necessitano di una strategia rigenerativa alla luce di una nuova consapevolezza ambientale, non limitata solo alla tutela del patrimonio costruito ma estesa alle questioni legate ai rischi di origine naturale e antropico, accresciuti dal progressivo fenomeno dello spopolamento dei piccoli centri. A partire da una rilettura della tradizione degli studi urbani in Italia, che ancora rappresenta una importante base teorica di riferimento, la ricerca affronta, in una visione multidisciplinare, la relazione tra i linguaggi dei luoghi e quelli della natura, arrivando a sviluppare una sperimentazione progettuale sul borgo grecanico di Bova, assunto come laboratorio di sperimentazione. Il suolo degli spazi pubblici è ripensato come “infrastruttura ambientale” che supera l’approccio difensivo per configurarsi come occasione progettuale di rigenerazione. In coerenza con gli obiettivi della Strategia nazionale per lo sviluppo delle “Aree interne” il dispositivo messo a punto delle Piazze d'acqua è concepito come un fattore di innovazione concettuale che si basa su nuovi criteri d’intervento, non più fondati sui principi di “rigidezza” ma su quelli della “permeabilità”, capaci di assorbire e adattarsi ai cambiamenti naturali intervenendo sulla mitigazione dei rischi idrogeologici nel solco tracciato dalla “Agenda 2030”, in particolare per i goals che riguardano la capacità di adattamento ai disastri naturali e la gestione del rischio

Sperimentazioni nei territori fragili. La mitigazione del rischio e lo spazio pubblico nei borghi delle Aree Interne

M. Tornatora
;
2020

Abstract

Piazze d’acqua Il paper presenta una riflessione sul rapporto tra progetto dello spazio pubblico, sicurezza e mitigazione del rischio idrogeologico nei piccoli borghi delle aree interne, che rappresentano una porzione rilevante del territorio italiano. Queste realtà, oggi al centro di un rinnovato interesse, necessitano di una strategia rigenerativa alla luce di una nuova consapevolezza ambientale, non limitata solo alla tutela del patrimonio costruito ma estesa alle questioni legate ai rischi di origine naturale e antropico, accresciuti dal progressivo fenomeno dello spopolamento dei piccoli centri. A partire da una rilettura della tradizione degli studi urbani in Italia, che ancora rappresenta una importante base teorica di riferimento, la ricerca affronta, in una visione multidisciplinare, la relazione tra i linguaggi dei luoghi e quelli della natura, arrivando a sviluppare una sperimentazione progettuale sul borgo grecanico di Bova, assunto come laboratorio di sperimentazione. Il suolo degli spazi pubblici è ripensato come “infrastruttura ambientale” che supera l’approccio difensivo per configurarsi come occasione progettuale di rigenerazione. In coerenza con gli obiettivi della Strategia nazionale per lo sviluppo delle “Aree interne” il dispositivo messo a punto delle Piazze d'acqua è concepito come un fattore di innovazione concettuale che si basa su nuovi criteri d’intervento, non più fondati sui principi di “rigidezza” ma su quelli della “permeabilità”, capaci di assorbire e adattarsi ai cambiamenti naturali intervenendo sulla mitigazione dei rischi idrogeologici nel solco tracciato dalla “Agenda 2030”, in particolare per i goals che riguardano la capacità di adattamento ai disastri naturali e la gestione del rischio
9788899930066
Aree interne, marginalità, fragilità
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12318/129531
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