Il progetto per il Fronte a mare di Crotone - capogruppo Ottavio Amaro - è stato selezionato nell’ambito della 10° Mostra Internazionale di Architettura di Venezia “La città di Pietra” da una giuria internazionale che si è espressa su due gradi di concorso. Nel primo grado su 162 progetti pervenuti è stato selezionato tra gli 80 progetti da pubblicare nel catalogo generale; nel secondo grado è stato selezionato tra i 35 progetti da portare in mostra e concorrere per il Leone di Pietra. La pubblicazione proposta da Aion edizioni, raccoglie una più dettagliata documentazione dei progetti, sia dal punto di vista grafico che descrittivo. Il concorso di architettura “Progetto sud”, aperto agli architetti di tutto il mondo, aveva l’obiettivo d’individuare possibili modelli d‘intervento finalizzati al ‘restauro del paesaggio’ costiero mediterraneo, attraverso il “riconoscimento dei caratteri costruttivi e formali propri di questo paesaggio”. Nella relazione di progetto “Costruire l’iconografia” si legge: “ Il progetto parte dalla consapevolezza d’insistere in uno di luoghi più caratterizzanti l’iconografia storica di Crotone che la stratificazione d’interventi frammentari e l’incertezza economica di una città sottoposta a ‘mille ricominciamenti’ hanno cancellato e inglobato in un testo ibrido”. Il progetto si pone come razionalizzazione di un disegno urbano caratterizzato da assi interrotti, veri segmenti della morfologia naturale e urbana che trovano nell’area del porto la loro conclusione funzionale e architettonica. Tra le coordinate progettuali s’individuano: *la 'demolizione' come progetto volto a ricostruire il luogo nella sua ‘dimensione originaria’; *il rapporto tra architettura – arte – città nella costruzione di un manufatto museale contemporaneo. Due momenti quindi di una stessa ipotesi progettuale che da un lato tende a riscoprire l’identità di una città, spesso cancellate, come la presenza del Castello sul waterfront, dall’altro tende a rifondarsi non solo su ipotesi di sviluppo industriale, ormai in piena di dismissione, ma nel rapporto con la cultura intesa come nuova attrattività turistica e produttiva, a partire dall’arte legata alla sua tradizione e origine come per esempio all’archeologia.

COSTRUIRE L'ICONOGRAFIA. Crotone il fronte a mare

AMARO, Ottavio Salvatore
2007

Abstract

Il progetto per il Fronte a mare di Crotone - capogruppo Ottavio Amaro - è stato selezionato nell’ambito della 10° Mostra Internazionale di Architettura di Venezia “La città di Pietra” da una giuria internazionale che si è espressa su due gradi di concorso. Nel primo grado su 162 progetti pervenuti è stato selezionato tra gli 80 progetti da pubblicare nel catalogo generale; nel secondo grado è stato selezionato tra i 35 progetti da portare in mostra e concorrere per il Leone di Pietra. La pubblicazione proposta da Aion edizioni, raccoglie una più dettagliata documentazione dei progetti, sia dal punto di vista grafico che descrittivo. Il concorso di architettura “Progetto sud”, aperto agli architetti di tutto il mondo, aveva l’obiettivo d’individuare possibili modelli d‘intervento finalizzati al ‘restauro del paesaggio’ costiero mediterraneo, attraverso il “riconoscimento dei caratteri costruttivi e formali propri di questo paesaggio”. Nella relazione di progetto “Costruire l’iconografia” si legge: “ Il progetto parte dalla consapevolezza d’insistere in uno di luoghi più caratterizzanti l’iconografia storica di Crotone che la stratificazione d’interventi frammentari e l’incertezza economica di una città sottoposta a ‘mille ricominciamenti’ hanno cancellato e inglobato in un testo ibrido”. Il progetto si pone come razionalizzazione di un disegno urbano caratterizzato da assi interrotti, veri segmenti della morfologia naturale e urbana che trovano nell’area del porto la loro conclusione funzionale e architettonica. Tra le coordinate progettuali s’individuano: *la 'demolizione' come progetto volto a ricostruire il luogo nella sua ‘dimensione originaria’; *il rapporto tra architettura – arte – città nella costruzione di un manufatto museale contemporaneo. Due momenti quindi di una stessa ipotesi progettuale che da un lato tende a riscoprire l’identità di una città, spesso cancellate, come la presenza del Castello sul waterfront, dall’altro tende a rifondarsi non solo su ipotesi di sviluppo industriale, ormai in piena di dismissione, ma nel rapporto con la cultura intesa come nuova attrattività turistica e produttiva, a partire dall’arte legata alla sua tradizione e origine come per esempio all’archeologia.
978-88-88149-41-7
RESTAURO DEL PAESAGGIO; DEMOLIZIONE; ARCHITETTURA-ARTE-CITTA'; PROGETTO URBANO; MUSEO CONTEMPORANEO
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12318/22956
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