La Fenice, simbolo di quanto è più unico che raro, in questi ultimi dieci giorni rappresenta divinamente la Calabria, una regione con un immenso patrimonio culturale e ambientale, una storia millenaria ed una posizione strategica nel bacino del Mediterraneo, che si consuma tra le fiamme create dai suoi aguzzini. Nel bene e nel male la Calabria ha avuto sempre degli occhi puntati su di lei, specialmente quelli di chi riconosce le sue grandi risorse. In questi ultimi dieci giorni ha subito e continua a subire un’altra violenza, un altro sfregio alla sua bellezza, ma è talmente bella che non ha perso il suo valore storico, culturale, ambientale. Coloro i quali hanno innescato questo disastro ambientale hanno anche risvegliato la “coscienza sociale”, i cittadini hanno preso atto del loro ruolo attivo all’interno della grande decadenza societaria attuale, e questo si spera porterà a dei cambiamenti. In molti (1) hanno sentito il dovere di esprimere il loro rammarico per la perdita di intere foreste e boschi che ricadono all’interno dei Parchi della Calabria, tanto da dichiarare lo stato di mobilitazione nazionale. Il drammatico bilancio degli incendi che stanno bruciando chilometri e chilometri di verde colpendo la natura selvaggia della Calabria si acutizza con la perdita di quattro vite umane, con i tanti ustionati, la perdita di animali, biodiversità, orti e frutteti che erano l’unica fonte di sostentamento di molte famiglie dei Comuni delle Aree Interne ricadenti all’interno del Parco Nazionale d’Aspromonte.

Come una fenice la Calabria risorgerà dalle sue ceneri

Passarelli Domenico
2021

Abstract

La Fenice, simbolo di quanto è più unico che raro, in questi ultimi dieci giorni rappresenta divinamente la Calabria, una regione con un immenso patrimonio culturale e ambientale, una storia millenaria ed una posizione strategica nel bacino del Mediterraneo, che si consuma tra le fiamme create dai suoi aguzzini. Nel bene e nel male la Calabria ha avuto sempre degli occhi puntati su di lei, specialmente quelli di chi riconosce le sue grandi risorse. In questi ultimi dieci giorni ha subito e continua a subire un’altra violenza, un altro sfregio alla sua bellezza, ma è talmente bella che non ha perso il suo valore storico, culturale, ambientale. Coloro i quali hanno innescato questo disastro ambientale hanno anche risvegliato la “coscienza sociale”, i cittadini hanno preso atto del loro ruolo attivo all’interno della grande decadenza societaria attuale, e questo si spera porterà a dei cambiamenti. In molti (1) hanno sentito il dovere di esprimere il loro rammarico per la perdita di intere foreste e boschi che ricadono all’interno dei Parchi della Calabria, tanto da dichiarare lo stato di mobilitazione nazionale. Il drammatico bilancio degli incendi che stanno bruciando chilometri e chilometri di verde colpendo la natura selvaggia della Calabria si acutizza con la perdita di quattro vite umane, con i tanti ustionati, la perdita di animali, biodiversità, orti e frutteti che erano l’unica fonte di sostentamento di molte famiglie dei Comuni delle Aree Interne ricadenti all’interno del Parco Nazionale d’Aspromonte.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12318/107876
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