The state of decay of the Italian social housing heritage built in the second half of the 20th century calls for a reflection on the prospects of contemporary housing. After a rapid examination of some pivotal regeneration interventions developed in the European context, two suburban districts of the city of Reggio Calabria, Archi CEEP and Arghillà, are taken as emblematic case studies. Here, a design hypothesis is proposed for them: following a reinterpretation of some modern and contemporary theories on the city, this proposal brings the attention back to the land, based on the idea of an expanded house that welcomes the landscape, ,that is, an “earth city”, a formal unity of city and countryside, city and nature, which out-lines a possible research perspective on the theme of living in a new urbanity.

Il degrado in cui verte il patrimonio italiano di edilizia residenziale pubblica della seconda metà del Novecento, impone una riflessione sulle possibilità dell’abitare contemporaneo. Dopo una rapida disamina di alcuni interventi cardine di rigenerazione sviluppati in ambito europeo, due quartieri periferici della città di Reggio Calabria vengono assunti come casi studio emblematici: Archi CEEP e Arghillà. Per essi si propone un progetto che, a partire dalla rilettura di alcune teorie moderne e contemporanee sulla città, riporta l’attenzione sul suolo, in un’idea di casa estesa che accoglie il paesaggio. Una “città terrestre”, unità formale di città e campagna, città e natura, che traccia una possibile prospettiva di ricerca sul tema dell’abitare nuove urbanità.

Costruire la “città terrestre”. Una visione per le periferie di Reggio Calabria

Tornatora M.
;
Crupi M. L.
2022-01-01

Abstract

Il degrado in cui verte il patrimonio italiano di edilizia residenziale pubblica della seconda metà del Novecento, impone una riflessione sulle possibilità dell’abitare contemporaneo. Dopo una rapida disamina di alcuni interventi cardine di rigenerazione sviluppati in ambito europeo, due quartieri periferici della città di Reggio Calabria vengono assunti come casi studio emblematici: Archi CEEP e Arghillà. Per essi si propone un progetto che, a partire dalla rilettura di alcune teorie moderne e contemporanee sulla città, riporta l’attenzione sul suolo, in un’idea di casa estesa che accoglie il paesaggio. Una “città terrestre”, unità formale di città e campagna, città e natura, che traccia una possibile prospettiva di ricerca sul tema dell’abitare nuove urbanità.
The state of decay of the Italian social housing heritage built in the second half of the 20th century calls for a reflection on the prospects of contemporary housing. After a rapid examination of some pivotal regeneration interventions developed in the European context, two suburban districts of the city of Reggio Calabria, Archi CEEP and Arghillà, are taken as emblematic case studies. Here, a design hypothesis is proposed for them: following a reinterpretation of some modern and contemporary theories on the city, this proposal brings the attention back to the land, based on the idea of an expanded house that welcomes the landscape, ,that is, an “earth city”, a formal unity of city and countryside, city and nature, which out-lines a possible research perspective on the theme of living in a new urbanity.
Heritage; Housing; Nature; Community; New urbanity
Patrimonio; Abitare; Natura; Comunità; Nuove urbanità
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