If there is a place where East and West touch, collide, and influence each other, it is the Balkan Peninsula. This diversity has often led to conflicts, hindering the visibility of artistic and architectural production on the global stage. This is due to the interpretative stereotype of the region being a political and cultural "in-between" (Mrduljash, 2012), and the perception of the Balkan Peninsula as the «semi-periphery» of an industrialized West, resulting in an underestimation of its architectural and urban uniqueness. The recent resurgence of interest in Balkan brutalist architecture within the architectural discourse serves a dual purpose. It not only addresses a notable gap in historiography but also reflects a shifting perspective towards a heritage that continues to hold significant cultural and architectural value, particularly in the context of 1960s and 1970s urban and architectural development. This contribution focuses on Skopje, the capital of North Macedonia, as an illustrative case study of the modernization efforts in former Yugoslav countries. The city's architectural and cultural legacy, from the post-1963 earthquake reconstruction guided by Kenzo Tange's master plan, currently faces the risk of erasure due to the transformative effects of the Urban Renewal Plan (SK2014).

Se c’è un luogo dove l’Oriente e l’Occidente si toccano, si scontrano, si contaminano quella è la penisola balcanica. Una diversità che si è spesso tradotta in conflittualità, non favorendo la visibilità della produzione artistica e architettonica all’attenzione globale. Complice lo stereotipo interpretativo dell’«in between» (Mrduljash, 2012), politico e culturale, e la percezione della penisola balcanica come «semi-periferia» di un Occidente industrializzato, con la conseguente sottovalutazione della peculiarità architettonica e urbana. Il rinnovato interesse per l’architettura brutalista balcanica che contrassegna il recente dibattito architettonico non risponde solo alla necessità di colmare un evidente vuoto storiografico, ma testimonia l’emergere di un diverso punto di vista verso un patrimonio che ancora oggi rappresenta un’importante ricerca della cultura architettonica e urbana degli anni ’60 e ‘70. A partire da tali presupposti, il contributo approfondisce la città di Skopje, capitale della Macedonia del Nord, assunta come caso paradigmatico del processo di modernizzazione dei paesi dell’ex-Jugoslavia, dove il patrimonio architettonico e culturale costruito dopo il terremoto del ’63 su master plan di Kenzo Tange, oggi rischia di essere cancellato, sottoposto a devastanti trasformazioni derivate dal Piano di rinnovamento urbano (SK2014).

Skopje: concrete vs fiction. From Internationalism towards ethnonationalism / Tornatora, R.M., Blagoja, B.. - In: FESTIVAL DELL'ARCHITETTURA MAGAZINE. - ISSN 2039-0491. - 64:(2023), pp. 86-98. [10.12838/fam/issn2039-0491/n64-2023/1027]

Skopje: concrete vs fiction. From Internationalism towards ethnonationalism

Tornatora R. M.
;
2023-01-01

Abstract

If there is a place where East and West touch, collide, and influence each other, it is the Balkan Peninsula. This diversity has often led to conflicts, hindering the visibility of artistic and architectural production on the global stage. This is due to the interpretative stereotype of the region being a political and cultural "in-between" (Mrduljash, 2012), and the perception of the Balkan Peninsula as the «semi-periphery» of an industrialized West, resulting in an underestimation of its architectural and urban uniqueness. The recent resurgence of interest in Balkan brutalist architecture within the architectural discourse serves a dual purpose. It not only addresses a notable gap in historiography but also reflects a shifting perspective towards a heritage that continues to hold significant cultural and architectural value, particularly in the context of 1960s and 1970s urban and architectural development. This contribution focuses on Skopje, the capital of North Macedonia, as an illustrative case study of the modernization efforts in former Yugoslav countries. The city's architectural and cultural legacy, from the post-1963 earthquake reconstruction guided by Kenzo Tange's master plan, currently faces the risk of erasure due to the transformative effects of the Urban Renewal Plan (SK2014).
2023
28-dic-2023
Inglese
Italiano
64
86
98
13
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Esperti anonimi
Se c’è un luogo dove l’Oriente e l’Occidente si toccano, si scontrano, si contaminano quella è la penisola balcanica. Una diversità che si è spesso tradotta in conflittualità, non favorendo la visibilità della produzione artistica e architettonica all’attenzione globale. Complice lo stereotipo interpretativo dell’«in between» (Mrduljash, 2012), politico e culturale, e la percezione della penisola balcanica come «semi-periferia» di un Occidente industrializzato, con la conseguente sottovalutazione della peculiarità architettonica e urbana. Il rinnovato interesse per l’architettura brutalista balcanica che contrassegna il recente dibattito architettonico non risponde solo alla necessità di colmare un evidente vuoto storiografico, ma testimonia l’emergere di un diverso punto di vista verso un patrimonio che ancora oggi rappresenta un’importante ricerca della cultura architettonica e urbana degli anni ’60 e ‘70. A partire da tali presupposti, il contributo approfondisce la città di Skopje, capitale della Macedonia del Nord, assunta come caso paradigmatico del processo di modernizzazione dei paesi dell’ex-Jugoslavia, dove il patrimonio architettonico e culturale costruito dopo il terremoto del ’63 su master plan di Kenzo Tange, oggi rischia di essere cancellato, sottoposto a devastanti trasformazioni derivate dal Piano di rinnovamento urbano (SK2014).
Brutalismo, Skopje, Kenzo Tange
Il contributo si inserisce all'interno del numero monografico della rivista FAMagazine (64) "YU_topia. Balkan Architecture" curato dall'autrice con Ottavio Amaro e Blagoja Bajkovski, che propone propone un viaggio nelle città della ex Jugoslavia per riflettere sul processo di modernizzazione avviato dal secondo dopoguerra. I diversi contributi tentano un'interpretazione di quei principi che ancora oggi possono essere significativi per la città contemporanea. In questa direzione il numero intende proporsi come uno strumento di ripensamento ma anche come occasione di dibattito e approfondimento in particolare della produzione architettonica degli anni '60 e '70. Il numero è stato articolato a partire dall'editoriale attraverso una serie di contributi sulle città dell' ex Jugoslavia: Zagabria, Lubiana, Sarajevo, Belgrado, Skopje, Pristina e Podgorica; realtà che oggi, non più appartenenti ad una realtà politica unitaria, consentono tuttavia di tracciare una traiettoria di conoscenza e ricerca per una fase storica da riposizionare nel dibattito internazionale. __ The contribution is part of the monographic issue of FAMagazine (64) ‘YU_topia. Balkan Architecture’ edited by the author (Marina Tornatora) with Ottavio Amaro and Blagoja Bajkovski, which proposes a journey through the cities of the former Yugoslavia to reflect on the process of modernisation initiated after Second World War. The sevral contributions attempt an interpretation of those principles that can still be significant for the contemporary city today. The issue intends to propose itself as a tool for rethinking but also as an opportunity for debate and in-depth examination of the architectural production of the 1960s and 1970s in particular. From the editorial, the issue is articulated through a series of contributions on the cities of the former Yugoslavia: Zagreb, Ljubljana, Sarajevo, Belgrade, Skopje, Pristina and Podgorica; realities that, although no longer part of a unified political reality, make it possible to trace a trajectory of knowledge and research on a historical phase that is being repositioned in the international debate. ___________ Indice/Index: EDITORIALE / EDITORIAL L’architettura dei Balcani. Lontano da dove? / The Architecture of the Balkans: Far From Where? (Enrico Prandi) __ YU-topia. Balkan architecture. (Marina Tornatora, Blagoja Bajkovski, Ottavio Amaro) ___________ CROATIA Primo modernismo a Zagabria Via Novakova / Early modernism in Zagreb. Novakova street (Lorenzo Pignatti) ___________ SERBIA In-betweenness come destino. Un cambio di paradigma nella progettazione urbana e architettonica di Belgrado nel secondo dopoguerra / In-betweenness as Destiny. Paradigm Shift in Urban and Architectural Design of post-World War II in Belgrade. (Nađa Beretić, Zoran Đukanović) ___________ SLOVENIA Le diverse scale della relazionalità Edvard Ravnikar e la Piazza della Rivoluzione a Lubiana / The different scales of relationality Edvard Ravnikar and the Revolution Square in Ljubljana (Luka Skansi, Susanna Campeotto). ___________ BOSNIA AND HERZEGOVINA Tra Archè e Techne. Sottili equlibri di Oton Jugovec. / Between Archè and Techne. Subtle equilibriums in the work of Oton Jugovec (Claudia Pirina). __ Sarajevo socialista: tra tradizione e modernità / The Socialist Sarajevo: between heritage and modernity (Stefania Gruosso, Emina Zejnilović) ___________ KOSOVO Socialist Prishtina: the tale of unfinished urbanization (Florina Jerliu) ___________ MONTENEGRO Modernismo dimenticato. Architettura costiera in Montenegro / Neglection of Modernism. Montenegrin coastal architecture (Viktorija Nikolić, Tamara Marović) ___________ MACEDONIA Skopje: concrete vs fiction. Dall’internazionalismo all’etnonazionalismo. (Marina Tornatora, Blagoja Bajkovski) ___________ Spomenik. Architetture di sublime memoria / Spomenik. Architectures of sublime memory (Ottavio Amaro, Francesca Schepis)
Internazionale
Tornatora, R. M.; Blagoja, B.
info:eu-repo/semantics/article
1 Contributo su Rivista::1.1 Articolo in rivista
262
Skopje: concrete vs fiction. From Internationalism towards ethnonationalism / Tornatora, R.M., Blagoja, B.. - In: FESTIVAL DELL'ARCHITETTURA MAGAZINE. - ISSN 2039-0491. - 64:(2023), pp. 86-98. [10.12838/fam/issn2039-0491/n64-2023/1027]
2
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Descrizione: YU_topia. Balkan Architecture
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12318/141590
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