Le donne, soprattutto a partire dall’emergenza pandemica, continuano a essere vittime di una società profondamente maschilista e sessista: non solo oggetto sistematico di violenza domestica e disparità economiche, ma anche bersaglio principale dell’hate speech online. In Rete, la donna viene derisa e ridicolizzata pubblicamente, attraverso il body-shaming; il suo corpo sbattuto in prima pagina per vendetta, attraverso il revenge porn; vittima di molestie online e comportamenti persecutori attraverso il cyberstalking; colpevolizzata, attraverso il victim-blaming, offesa e denigrata sessualmente attraverso lo slut-shaming, molestata virtualmente attraverso lo stupro digitale. L’educazione delle nuove generazioni al rispetto di genere e il contrasto alla violenza domestica non può realizzarsi pienamente fino a quando non si opererà direttamente su tutti i modelli culturali che nella società reale e nel mondo della rete riproducono parole, gesti e azioni di disparità di disuguaglianza. A questo fine, va garantita piena attuazione nelle scuole di ogni ordine e grado, a partire dal sistema di istruzione 0-6 anni, alle Linee Guida del MIUR, Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, oggi MIM, per l’educazione al rispetto, la parità tra i generi, la prevenzione della violenza di genere e di tutte le forme di discriminazione e alle Linee di orientamento per la prevenzione e il contrasto dei fenomeni di bullismo e cyberbullismo, secondo la direttiva n°83 del 2023, che invita le istituzioni scolastiche ad attivare iniziative progettuali per la maturazione educativa e che pone particolare attenzione alla formazione dei docenti.
Gender Violence in the Onlife Era. Pathways to prevention and promotion of best practices from early child-hood / Sammarro, Maria; Malara, Silvestro. - In: WOMEN & EDUCATION. - ISSN 2975-0105. - (2024), pp. 82-87.
Gender Violence in the Onlife Era. Pathways to prevention and promotion of best practices from early child-hood
Sammarro Maria
;Malara Silvestro
2024-01-01
Abstract
Le donne, soprattutto a partire dall’emergenza pandemica, continuano a essere vittime di una società profondamente maschilista e sessista: non solo oggetto sistematico di violenza domestica e disparità economiche, ma anche bersaglio principale dell’hate speech online. In Rete, la donna viene derisa e ridicolizzata pubblicamente, attraverso il body-shaming; il suo corpo sbattuto in prima pagina per vendetta, attraverso il revenge porn; vittima di molestie online e comportamenti persecutori attraverso il cyberstalking; colpevolizzata, attraverso il victim-blaming, offesa e denigrata sessualmente attraverso lo slut-shaming, molestata virtualmente attraverso lo stupro digitale. L’educazione delle nuove generazioni al rispetto di genere e il contrasto alla violenza domestica non può realizzarsi pienamente fino a quando non si opererà direttamente su tutti i modelli culturali che nella società reale e nel mondo della rete riproducono parole, gesti e azioni di disparità di disuguaglianza. A questo fine, va garantita piena attuazione nelle scuole di ogni ordine e grado, a partire dal sistema di istruzione 0-6 anni, alle Linee Guida del MIUR, Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, oggi MIM, per l’educazione al rispetto, la parità tra i generi, la prevenzione della violenza di genere e di tutte le forme di discriminazione e alle Linee di orientamento per la prevenzione e il contrasto dei fenomeni di bullismo e cyberbullismo, secondo la direttiva n°83 del 2023, che invita le istituzioni scolastiche ad attivare iniziative progettuali per la maturazione educativa e che pone particolare attenzione alla formazione dei docenti.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


