com’è noto, la Costituzione, nell’art. 116, co. 3, novellato dalla riforma del Titolo V del 2001, introduce il c.d. regionalismo differenziato (definito anche asimmetrico), secondo una procedura delineata lacunosamente dalla medesima clausola di differenziazione. Il Governo Meloni, intenzionato a condurre a termine la differenziazione, ha presentato al Parlamento il disegno di legge ordinaria per l’attuazione dell’art. 116, co. 3, Cost., cioè l’Atto Senato n. 615 (“DDL Calderoli”) con l’obiettivo precipuo di fornire una cornice procedurale che possa sopperire alla ritenuta lacunosità della disposizione costituzionale. Invero, l’esame delle disposizioni del DDL Calderoli ha suscitato non poche perplessità, la cui analisi è imprescindibile per comprendere il futuro del regionalismo italiano.
La concreta attuazione del regionalismo differenziato: su alcune criticità del DDL Calderoli / Bolognese, Elenio. - In: DIRITTI REGIONALI. - ISSN 2465-2709. - 3/2023(2023), pp. 811-835.
La concreta attuazione del regionalismo differenziato: su alcune criticità del DDL Calderoli
Elenio Bolognese
2023-01-01
Abstract
com’è noto, la Costituzione, nell’art. 116, co. 3, novellato dalla riforma del Titolo V del 2001, introduce il c.d. regionalismo differenziato (definito anche asimmetrico), secondo una procedura delineata lacunosamente dalla medesima clausola di differenziazione. Il Governo Meloni, intenzionato a condurre a termine la differenziazione, ha presentato al Parlamento il disegno di legge ordinaria per l’attuazione dell’art. 116, co. 3, Cost., cioè l’Atto Senato n. 615 (“DDL Calderoli”) con l’obiettivo precipuo di fornire una cornice procedurale che possa sopperire alla ritenuta lacunosità della disposizione costituzionale. Invero, l’esame delle disposizioni del DDL Calderoli ha suscitato non poche perplessità, la cui analisi è imprescindibile per comprendere il futuro del regionalismo italiano.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


