This essay examines the renewed debate on legal methodology within public law, focusing on how contemporary discussions increasingly intersect with concepts drawn from quantum physics. Historically marked by the distance between classical mechanical determinism and legal positivism, the relationship between law and science is reconsidered in light of interpretive discretion, systemic complexity, and the evolving role of the judge. The author explores three attitudes toward the use of quantum analogies in legal theory: a critical stance, a cautious acceptance concerned mainly with dogmatic implications, and an institutional approach that acknowledges the descriptive value of quantum concepts while reaffirming the need for legal constraints and separation of powers. The narrative detours through the mysterious disappearance of physicist Ettore Majorana, whose reflections on probabilistic laws offer a lens through whichto reconsider legal interpretation, biopolitics, and contemporary models of governmental rationality. Ultimately, the essay suggests a synthesis between quantum-inspired perspectives and institutionalism to better understand the shifting balance between administration, judiciary, and law in an increasingly complex and principle-driven legal order.

Il contributo analizza il rinnovato interesse per il metodo nel diritto pubblico, osservando come il confronto tra scienza giuridica e scienze naturali—un tempo caratterizzato dalla distanza tra determinismo classico e positivismo giuridico—sia oggi influenzato dalle categorie della fisica quantistica. Attraverso l’esame delle trasformazioni del ruolo del giudice, della crisi dei modelli sistematici tradizionali e dell’aumento della discrezionalità interpretativa, l’autore discute tre prospettive: quella critica verso l’analogia fra quantistica e metodo giuridico, quella che la adotta con prudenza e quella che, pur riconoscendone le suggestioni descrittive, riafferma la necessità di vincoli istituzionali e formali. Sullo sfondo, il caso della scomparsa di Ettore Majorana consente di riflettere sul passaggio a una concezione probabilistica della realtà, con implicazioni per la teoria dell’interpretazione, per la biopolitica e per i modelli di governamentalità contemporanei. Il saggio propone infine una possibile conciliazione tra suggestioni quantistiche e istituzionalismo giuridico, al fine di leggere le trasformazioni del rapporto tra amministrazione, giudice e diritto in un sistema caratterizzato da complessità, indeterminazione e crescente ruolo dei principi.

Il metodo nel diritto pubblico e la scomparsa di Majorana / Tropea, G.. - In: NUOVE AUTONOMIE. - ISSN 2282-7986. - 2-3/2025(2026), pp. 367-385.

Il metodo nel diritto pubblico e la scomparsa di Majorana

Tropea G.
2026-01-01

Abstract

This essay examines the renewed debate on legal methodology within public law, focusing on how contemporary discussions increasingly intersect with concepts drawn from quantum physics. Historically marked by the distance between classical mechanical determinism and legal positivism, the relationship between law and science is reconsidered in light of interpretive discretion, systemic complexity, and the evolving role of the judge. The author explores three attitudes toward the use of quantum analogies in legal theory: a critical stance, a cautious acceptance concerned mainly with dogmatic implications, and an institutional approach that acknowledges the descriptive value of quantum concepts while reaffirming the need for legal constraints and separation of powers. The narrative detours through the mysterious disappearance of physicist Ettore Majorana, whose reflections on probabilistic laws offer a lens through whichto reconsider legal interpretation, biopolitics, and contemporary models of governmental rationality. Ultimately, the essay suggests a synthesis between quantum-inspired perspectives and institutionalism to better understand the shifting balance between administration, judiciary, and law in an increasingly complex and principle-driven legal order.
2026
Il contributo analizza il rinnovato interesse per il metodo nel diritto pubblico, osservando come il confronto tra scienza giuridica e scienze naturali—un tempo caratterizzato dalla distanza tra determinismo classico e positivismo giuridico—sia oggi influenzato dalle categorie della fisica quantistica. Attraverso l’esame delle trasformazioni del ruolo del giudice, della crisi dei modelli sistematici tradizionali e dell’aumento della discrezionalità interpretativa, l’autore discute tre prospettive: quella critica verso l’analogia fra quantistica e metodo giuridico, quella che la adotta con prudenza e quella che, pur riconoscendone le suggestioni descrittive, riafferma la necessità di vincoli istituzionali e formali. Sullo sfondo, il caso della scomparsa di Ettore Majorana consente di riflettere sul passaggio a una concezione probabilistica della realtà, con implicazioni per la teoria dell’interpretazione, per la biopolitica e per i modelli di governamentalità contemporanei. Il saggio propone infine una possibile conciliazione tra suggestioni quantistiche e istituzionalismo giuridico, al fine di leggere le trasformazioni del rapporto tra amministrazione, giudice e diritto in un sistema caratterizzato da complessità, indeterminazione e crescente ruolo dei principi.
scienza giuridica; diritto pubblico; metodo
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