La marginalità non può più essere letta in termini di autoesclusione del soggetto, poiché è ormai pacifico che essa corrisponda a un processo di emarginazione legato anche alle scelte della società, favorito dal proliferare di zone ghetto, in cui la cultura dominante non passa e viene sostituita dai codici della rabbia e della sopraffazione. Il rapporto tra delinquenza minorile e marginalità urbana è decisamente stretto, perché alimentato dalla mancanza di opportunità, di risorse, di possibilità di spazi e servizi idonei allo sviluppo sociale e culturale degli individui. Includere le fasce più fragili della popolazione nella politica di diffusione del benessere sociale significa avanzare verso molteplici “democrazie urbane” che devono promuovere: la possibilità, formale e sostanziale, di dialogo intorno al progetto città; l’apertura, spaziale e temporale, per il nascere d’idee e progettualità diverse tra loro; la diversità, formale e sostanziale, come diritto inalienabile del gruppo e dell’individuo.
Learning city as a driver for the diffusion of social well-being. Promoting “urban democracies” to reduce inequalities, marginalization and juvenile deviance/La Learning city quale driver per la diffusione del benessere sociale. Promuovere le “democrazie urbane” per ridurre le diseguaglianze, la marginalità e la devianza minorile / Marzullo, R.. - In: Q-TIMES WEBMAGAZINE. - ISSN 2038-3282. - 3(2025), pp. 14-29.
Learning city as a driver for the diffusion of social well-being. Promoting “urban democracies” to reduce inequalities, marginalization and juvenile deviance/La Learning city quale driver per la diffusione del benessere sociale. Promuovere le “democrazie urbane” per ridurre le diseguaglianze, la marginalità e la devianza minorile
Marzullo R.
2025-01-01
Abstract
La marginalità non può più essere letta in termini di autoesclusione del soggetto, poiché è ormai pacifico che essa corrisponda a un processo di emarginazione legato anche alle scelte della società, favorito dal proliferare di zone ghetto, in cui la cultura dominante non passa e viene sostituita dai codici della rabbia e della sopraffazione. Il rapporto tra delinquenza minorile e marginalità urbana è decisamente stretto, perché alimentato dalla mancanza di opportunità, di risorse, di possibilità di spazi e servizi idonei allo sviluppo sociale e culturale degli individui. Includere le fasce più fragili della popolazione nella politica di diffusione del benessere sociale significa avanzare verso molteplici “democrazie urbane” che devono promuovere: la possibilità, formale e sostanziale, di dialogo intorno al progetto città; l’apertura, spaziale e temporale, per il nascere d’idee e progettualità diverse tra loro; la diversità, formale e sostanziale, come diritto inalienabile del gruppo e dell’individuo.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


