This paper analyzes the concept of “specific functions” that may be devolved to the Regions pursuant to Art. 116(3) of the Italian Constitution, in light of Constitutional Court Judgment No. 192/2024. This ruling – by “rewriting” Law No. 86/2024 (Calderoli Law) – excluded the possibility of transferring entire subject matters or broad areas of competence. Through the principle of subsidiarity and the related adequacy assessment, the Court establishes the criteria for evaluating the correct allocation of functions among different levels of government, identifying the limits regarding the number, scope, and nature of transferable functions. Furthermore, by comparing the constitutional case law on asymmetric regionalism (Judgment No. 192/2024) with that concerning the “call” (or attraction) in subsidiarity (Judgment No. 303/2003 et seq.) – mirror mechanisms for the flexibilization of the constitutional distribution of competences – the paper explores the possible existence of further, albeit implicit, limits to the devolution of functions under Art. 116(3) of the Constitution.

Il presente contributo analizza la nozione di “specifiche funzioni” trasferibili alle Regioni ai sensi dell’art. 116, c. 3, Cost., alla luce della sentenza della Corte costituzionale n. 192/2024 che –“riscrivendo” la l. n. 86/2024 (c.d. legge Calderoli) –ha escluso la possibilità di trasferire intere materie o ambiti di materie. Attravers o il principio di sussidiarietà e il connesso giudizio di adeguatezza, la Corte indica i criteri per valutare la corretta allocazione delle funzioni tra i diversi livelli di governo, individuando i limiti al numero, all’estensione e alla tipologia delle funzioni trasferibili. Inoltre, confrontando la giurisprudenza costituzionale riguardante il regionalismo asimmetrico (sent. cost. n. 192/2024) e quella concernente la c.d. chiamata (o attrazione) in sussidiarietà (sent. cost. n. 303/2003 e ss.) –meccanismi speculari di flessibilizzazione della ripartizione costituzionale delle competenze –è possibile interrogarsi sull’esistenza di ulteriori limiti, sebbene impliciti, al trasferimento delle funzioni ex art. 116, comma 3, Cost.

Le “specifiche funzioni” trasferibili ex art. 116, c. 3, Cost., tra limiti espliciti e impliciti / Bolognese, E.. - In: FEDERALISMI.IT. - ISSN 1826-3534. - 25(2026), pp. 38-50.

Le “specifiche funzioni” trasferibili ex art. 116, c. 3, Cost., tra limiti espliciti e impliciti

Elenio Bolognese
2026-01-01

Abstract

This paper analyzes the concept of “specific functions” that may be devolved to the Regions pursuant to Art. 116(3) of the Italian Constitution, in light of Constitutional Court Judgment No. 192/2024. This ruling – by “rewriting” Law No. 86/2024 (Calderoli Law) – excluded the possibility of transferring entire subject matters or broad areas of competence. Through the principle of subsidiarity and the related adequacy assessment, the Court establishes the criteria for evaluating the correct allocation of functions among different levels of government, identifying the limits regarding the number, scope, and nature of transferable functions. Furthermore, by comparing the constitutional case law on asymmetric regionalism (Judgment No. 192/2024) with that concerning the “call” (or attraction) in subsidiarity (Judgment No. 303/2003 et seq.) – mirror mechanisms for the flexibilization of the constitutional distribution of competences – the paper explores the possible existence of further, albeit implicit, limits to the devolution of functions under Art. 116(3) of the Constitution.
2026
Il presente contributo analizza la nozione di “specifiche funzioni” trasferibili alle Regioni ai sensi dell’art. 116, c. 3, Cost., alla luce della sentenza della Corte costituzionale n. 192/2024 che –“riscrivendo” la l. n. 86/2024 (c.d. legge Calderoli) –ha escluso la possibilità di trasferire intere materie o ambiti di materie. Attravers o il principio di sussidiarietà e il connesso giudizio di adeguatezza, la Corte indica i criteri per valutare la corretta allocazione delle funzioni tra i diversi livelli di governo, individuando i limiti al numero, all’estensione e alla tipologia delle funzioni trasferibili. Inoltre, confrontando la giurisprudenza costituzionale riguardante il regionalismo asimmetrico (sent. cost. n. 192/2024) e quella concernente la c.d. chiamata (o attrazione) in sussidiarietà (sent. cost. n. 303/2003 e ss.) –meccanismi speculari di flessibilizzazione della ripartizione costituzionale delle competenze –è possibile interrogarsi sull’esistenza di ulteriori limiti, sebbene impliciti, al trasferimento delle funzioni ex art. 116, comma 3, Cost.
asymmetric regionalism, subsidiarity, adequacy, specific functions, call in subsidiarity
regionalismo asimmetrico, sussidiarietà, adeguatezza, specifiche funzioni, chiamata in sussidiarietà
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