Il presente contributo esplora il rapporto tra pedagogia della creatività, pratiche narrative e formazione iniziale degli insegnanti, assumendo la scrittura come un’officina in cui identità professionale e riflessività prendono forma in modo poliedrico e transdisciplinare. Lo studio si basa su un laboratorio di auto-narrazione svolto con 55 studenti del corso di Scienze della Formazione Primaria, nel quale le categorie filosofiche di Ricoeur (1990) Idem e Ipse sono state tradotte in dispositivi di scrittura riflessiva, capaci di sostenere processi di rielaborazione personale e professionale. Dai risultati, ottenuti mediante un approccio fenomenologico-ermeneutico (Mortari, 2003; Van Manen, 1990), emerge un significativo incremento nella consapevolezza del proprio ruolo educativo (rilevato tramite scale Likert, media 4,57/5) e nella capacità di trasformare i limiti percepiti in risorse didattiche. Lo studio dimostra come l’atto creativo del narrarsi si configura non come un esercizio autoreferenziale, ma come pratica di cura di sé e di progettazione etica, fondamentale per la resilienza e la tenuta pedagogica dei futuri docenti. In conclusione, il presente lavoro di ricerca indica l’urgenza di integrare nei percorsi universitari laboratori di scrittura manuale e riflessiva, in grado di accompagnare gli studenti a sviluppare una maturità professionale capace di abitare la complessità educativa del XXI secolo.
Graphos Rivista Internazionale di Pedagogia e didattica della scrittura / Capo, M.. - In: GRAPHOS. - ISSN 2785-6690. - 1(2026), pp. 119-141. [10.4454/graphos.163]
Graphos Rivista Internazionale di Pedagogia e didattica della scrittura
Marianna Capo
2026-01-01
Abstract
Il presente contributo esplora il rapporto tra pedagogia della creatività, pratiche narrative e formazione iniziale degli insegnanti, assumendo la scrittura come un’officina in cui identità professionale e riflessività prendono forma in modo poliedrico e transdisciplinare. Lo studio si basa su un laboratorio di auto-narrazione svolto con 55 studenti del corso di Scienze della Formazione Primaria, nel quale le categorie filosofiche di Ricoeur (1990) Idem e Ipse sono state tradotte in dispositivi di scrittura riflessiva, capaci di sostenere processi di rielaborazione personale e professionale. Dai risultati, ottenuti mediante un approccio fenomenologico-ermeneutico (Mortari, 2003; Van Manen, 1990), emerge un significativo incremento nella consapevolezza del proprio ruolo educativo (rilevato tramite scale Likert, media 4,57/5) e nella capacità di trasformare i limiti percepiti in risorse didattiche. Lo studio dimostra come l’atto creativo del narrarsi si configura non come un esercizio autoreferenziale, ma come pratica di cura di sé e di progettazione etica, fondamentale per la resilienza e la tenuta pedagogica dei futuri docenti. In conclusione, il presente lavoro di ricerca indica l’urgenza di integrare nei percorsi universitari laboratori di scrittura manuale e riflessiva, in grado di accompagnare gli studenti a sviluppare una maturità professionale capace di abitare la complessità educativa del XXI secolo.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


