I Large Language Models mostrano una straordinaria capacità di proporre in pochi secondi, sulla base dei verbali istruttori, un argomentato ragionamento sulla fondatezza dell’ipotesi dell’accusa. La possibilità che tale capacità sia essere sfruttata a sostegno della decisione del giudice va valutata con prudenza, non solo per ragioni strettamente cognitive, ma anche perché rischia di pregiudicare sotto almeno un profilo la configurazione costituzionale del nostro processo. In particolare, una decisione formata nel dialogo riservato tra giudice e macchina in camera di consiglio, pur soddisfacendo il requisito del “controllo umano significativo”, di fatto eclissa l’esigenza di una progressiva maturazione del libero convincimento nel contesto della dialettica dibattimentale. Si propone perciò di affidare anche l’uso della macchina al contraddittorio, con la mediazione di un consulente, in un’apposita fase al termine del dibattimento, in modo da “aumentare”, prima ancora della velocità della scrittura della sentenza, la messa a fuoco delle argomentazioni di parte su ciascuno dei temi rilevanti.
Libero convincimento del giudice e motivazione: criteri collaudati e uso dei Large Language Models / Capone, A.. - In: L' INDICE PENALE ONLINE. - ISSN 3103-7429. - 1(2026), pp. 209-242.
Libero convincimento del giudice e motivazione: criteri collaudati e uso dei Large Language Models
A. Capone
2026-01-01
Abstract
I Large Language Models mostrano una straordinaria capacità di proporre in pochi secondi, sulla base dei verbali istruttori, un argomentato ragionamento sulla fondatezza dell’ipotesi dell’accusa. La possibilità che tale capacità sia essere sfruttata a sostegno della decisione del giudice va valutata con prudenza, non solo per ragioni strettamente cognitive, ma anche perché rischia di pregiudicare sotto almeno un profilo la configurazione costituzionale del nostro processo. In particolare, una decisione formata nel dialogo riservato tra giudice e macchina in camera di consiglio, pur soddisfacendo il requisito del “controllo umano significativo”, di fatto eclissa l’esigenza di una progressiva maturazione del libero convincimento nel contesto della dialettica dibattimentale. Si propone perciò di affidare anche l’uso della macchina al contraddittorio, con la mediazione di un consulente, in un’apposita fase al termine del dibattimento, in modo da “aumentare”, prima ancora della velocità della scrittura della sentenza, la messa a fuoco delle argomentazioni di parte su ciascuno dei temi rilevanti.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


