La riflessione proposta ruota attorno ai temi del ‘paesaggio’, del ‘turismo’, del ‘Cultural Heritage’ che, con sempre maggior frequenza, si intrecciano in numerosi studi, documenti di indirizzo e programmazione, piani di sviluppo ai differenti livelli territoriali, con riferimento a scenari di sviluppo sostenibile per città e territori, al centro di tutti i processi di trasformazione e più che mai investiti da nuove domande sociali di qualità, partecipazione, coesione, efficienza e identità. L’attenzione per il turismo, componente essenziale della modernità, scaturisce da alcuni aspetti ritenuti particolarmente significativi per le politiche di sviluppo: il settore rappresenta il 5% del PIL globale e contribuisce per il 6-7% all’occupazione totale; è interessato a previsioni di incremento continuo fino a raggiungere la cifra di arrivi internazionali pari a 1.6 miliardi al 2020 (UNWTO 2001); è molto sensibile ma, al tempo stesso, possiede un’alta capacità di resilienza ai fenomeni economici, politici e sociali globali. Relativamente alla questione della sostenibilità, il fenomeno ha un impatto considerevole in termini di notevoli trasformazioni spaziali, con effetti ambivalenti e spesso contrastanti, in quanto le diverse attività ad esso correlate, alimentando il godimento del patrimonio naturalistico e storico-culturale, esercitano una notevole pressione sui delicati sistemi ecologico e ambientale, alterando la qualità del paesaggio. Alla luce di queste considerazioni, prendendo spunto dalla relazione illustrativa del Convegno e riferendosi ad uno specifico caso di studio, può essere interessante cercare di comprendere ruoli e reciproche relazioni fra tre attori protagonisti del mosaico paesistico-culturale - bellezza del paesaggio, coscienza critica, forze delle economie e della necessità - al fine di prefigurare auspicabili scenari futuri di sviluppo. Il quesito di fondo che anima il paper è il seguente: può il turismo costituire un reale punto di incontro fra sviluppo economico ed esigenze di tutela e valorizzazione delle risorse paesistico-ambientali e storico-culturali? La risposta, non certo immediata e definitiva, dà l’avvio ad un percorso finalizzato a leggere e interpretare - con riferimento al caso di studio della Calabria, soprattutto in funzione delle possibili prospettive future - le dinamiche relazionali fra tematiche divenute ormai tra loro indissolubili, dal momento che il turismo stesso trae alimento dalle qualità paesaggistiche dei luoghi e che l’alta qualità del paesaggio diviene fattore determinante nella competitività di regioni e aree urbane. All’interno della dimensione dinamica del paesaggio, risultante di fattori naturali e antropici e dalle loro interrelazioni, la percezione della comunità locale assume un ruolo chiave nella costruzione e nell’attuazione delle politiche per la valorizzazione delle identità locali ed il controllo degli impatti ambientali.Leggere il complesso mosaico paesistico-culturale, tutelarlo e valorizzarlo sono dunque i primi passi per dar vita ad un turismo sostenibile, leva strategica di sviluppo reale e durevole, in grado di far conoscere e riconoscere il territorio ai suoi abitanti, prima ancora che ad attrarre visitatori sempre più esigenti. Queste azioni devono far parte di strategie più ampie finalizzate ad integrare le politiche turistiche con quelle relative al paesaggio e con la pianificazione urbanistica e territoriale.Il favorevole quadro normativo, dalla scala europea a quella regionale, hanno la possibilità di tradursi in piani e progetti coerenti di sviluppo, volti ad attribuire nuove qualità paesaggistiche, attraverso un ampia serie di azioni, condivise e partecipate, comprendenti la conservazione, la riqualificazione, la rigenerazione o la creazione di nuovi paesaggi dalle molteplici declinazioni.

Turismo e Paesaggio: dinamiche evolutive e scenari futuri di sviluppo sostenibile per la Calabria, regione mediterranea

PULTRONE, Gabriella
2012

Abstract

La riflessione proposta ruota attorno ai temi del ‘paesaggio’, del ‘turismo’, del ‘Cultural Heritage’ che, con sempre maggior frequenza, si intrecciano in numerosi studi, documenti di indirizzo e programmazione, piani di sviluppo ai differenti livelli territoriali, con riferimento a scenari di sviluppo sostenibile per città e territori, al centro di tutti i processi di trasformazione e più che mai investiti da nuove domande sociali di qualità, partecipazione, coesione, efficienza e identità. L’attenzione per il turismo, componente essenziale della modernità, scaturisce da alcuni aspetti ritenuti particolarmente significativi per le politiche di sviluppo: il settore rappresenta il 5% del PIL globale e contribuisce per il 6-7% all’occupazione totale; è interessato a previsioni di incremento continuo fino a raggiungere la cifra di arrivi internazionali pari a 1.6 miliardi al 2020 (UNWTO 2001); è molto sensibile ma, al tempo stesso, possiede un’alta capacità di resilienza ai fenomeni economici, politici e sociali globali. Relativamente alla questione della sostenibilità, il fenomeno ha un impatto considerevole in termini di notevoli trasformazioni spaziali, con effetti ambivalenti e spesso contrastanti, in quanto le diverse attività ad esso correlate, alimentando il godimento del patrimonio naturalistico e storico-culturale, esercitano una notevole pressione sui delicati sistemi ecologico e ambientale, alterando la qualità del paesaggio. Alla luce di queste considerazioni, prendendo spunto dalla relazione illustrativa del Convegno e riferendosi ad uno specifico caso di studio, può essere interessante cercare di comprendere ruoli e reciproche relazioni fra tre attori protagonisti del mosaico paesistico-culturale - bellezza del paesaggio, coscienza critica, forze delle economie e della necessità - al fine di prefigurare auspicabili scenari futuri di sviluppo. Il quesito di fondo che anima il paper è il seguente: può il turismo costituire un reale punto di incontro fra sviluppo economico ed esigenze di tutela e valorizzazione delle risorse paesistico-ambientali e storico-culturali? La risposta, non certo immediata e definitiva, dà l’avvio ad un percorso finalizzato a leggere e interpretare - con riferimento al caso di studio della Calabria, soprattutto in funzione delle possibili prospettive future - le dinamiche relazionali fra tematiche divenute ormai tra loro indissolubili, dal momento che il turismo stesso trae alimento dalle qualità paesaggistiche dei luoghi e che l’alta qualità del paesaggio diviene fattore determinante nella competitività di regioni e aree urbane. All’interno della dimensione dinamica del paesaggio, risultante di fattori naturali e antropici e dalle loro interrelazioni, la percezione della comunità locale assume un ruolo chiave nella costruzione e nell’attuazione delle politiche per la valorizzazione delle identità locali ed il controllo degli impatti ambientali.Leggere il complesso mosaico paesistico-culturale, tutelarlo e valorizzarlo sono dunque i primi passi per dar vita ad un turismo sostenibile, leva strategica di sviluppo reale e durevole, in grado di far conoscere e riconoscere il territorio ai suoi abitanti, prima ancora che ad attrarre visitatori sempre più esigenti. Queste azioni devono far parte di strategie più ampie finalizzate ad integrare le politiche turistiche con quelle relative al paesaggio e con la pianificazione urbanistica e territoriale.Il favorevole quadro normativo, dalla scala europea a quella regionale, hanno la possibilità di tradursi in piani e progetti coerenti di sviluppo, volti ad attribuire nuove qualità paesaggistiche, attraverso un ampia serie di azioni, condivise e partecipate, comprendenti la conservazione, la riqualificazione, la rigenerazione o la creazione di nuovi paesaggi dalle molteplici declinazioni.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/20.500.12318/1797
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