Il contributo è pubblicato nel numero 7 della rivista scientifica A2Architettura, diretta da Laura Thermes, in occasione della conferenza di Daniel Libeskind presso l’Università Mediterranea di Reggio Calabria. La riflessione si concentra sul progetto del Museo ebraico di Berlino (1988-1998), tentando di mettere in evidenza le implicazioni di un’opera seminale (Jencks C.) che segna un passaggio significativo nella storia del pensiero architettonico. La grammatica progettuale strutturata sulla qualità frattale corrisponde alla “fine della linea”, intesa come distanza più breve tra due punti per trasformarsi in una moltitudine di segni, in un segmento di un cerchio infinito che è parte di figure geometriche non rappresentabili.

Segmento di un cerchio infinito: il Museo Ebraico di Berlino

TORNATORA M.
2011-01-01

Abstract

Il contributo è pubblicato nel numero 7 della rivista scientifica A2Architettura, diretta da Laura Thermes, in occasione della conferenza di Daniel Libeskind presso l’Università Mediterranea di Reggio Calabria. La riflessione si concentra sul progetto del Museo ebraico di Berlino (1988-1998), tentando di mettere in evidenza le implicazioni di un’opera seminale (Jencks C.) che segna un passaggio significativo nella storia del pensiero architettonico. La grammatica progettuale strutturata sulla qualità frattale corrisponde alla “fine della linea”, intesa come distanza più breve tra due punti per trasformarsi in una moltitudine di segni, in un segmento di un cerchio infinito che è parte di figure geometriche non rappresentabili.
Frattale, geometria
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12318/2109
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