In the search for new models of environmental, economic and social sustainability, the urban dimension is the one that offers greater possibilities for experimentation. The cities,in fact, as places ofaccumulationofenvironmentaland socio-economicproblems,areat the forefrontin addressing contemporarychallenges relatedtoclimate changeandthe exponential trendof population concentration,andcan become laboratoriesfor creativeand innovative actionsoriented to a sustainable andequitable development.Inparticular,the issuesofanalysis and social space, thequalityofpublic space,itsaccessibility,safety, welfare andquality of urban lifein generalmust take account of design methodologies,targetoriented,attentivetothespecificneedsofapluralsociety,sensitiveto differences (sex, age, race, language, religion, culture, social conditions).In this context, the programs at the international level on equal opportunities are intended to contribute to the achievement of the “Millennium Development Goals” through gender mainstreaming policies and actions, to be taken even in the field of urban planning, management and governance. It is an unavoidable challenge that requiresresponsibility andcommitment on the partof the differentlocalactors so that the jointaction of top-down strategiesofgender mainstreamingplanning and bottom-up policycan produce effective results.Inlightoftheseremarks,andwithreferencetospecificcasestudies,thepaperproposesareflection on the need for a “gender sensitive” lens in urban planning – also intertwinedwithissuesoftransportation,safety andsecurity, accessibilityofplaces,timesandschedules planning – able to guarantee urban quality, social inclusion and active participation for smarter cities.

Nello scenario globale di ricerca di nuovi modelli di sostenibilità ambientale, economica e sociale, la dimensione urbana è quella che offre maggiori possibilità di sperimentazione. Le città, infatti, in quanto luoghi di accumulazione di problemi ambientali e socio-economici, sono in prima linea nell’affrontare le sfide contemporanee legate al cambiamento climatico e al trend esponenziale di concentrazione demografica, e possono trasformarsi in laboratori di creatività, innovazione e partecipazione per azioni orientate ad uno sviluppo durevole ed equo. In particolare, i temi dell’analisi spazio-sociale, della qualità dello spazio pubblico, della sua accessibilità, della sicurezza, del welfare e della qualità urbana in generale devono tener conto di metodologie di progettazione target oriented, attente alla specificità dei bisogni di una società plurale, sensibile alle differenze (di età, sesso, razza, lingua, religione, cultura, condizioni sociali). In questo contesto, i programmi a livello internazionale sulle pari opportunità hanno lo scopo di contribuire al raggiungimento degli “Obiettivi di Sviluppo del Millennio” attraverso politiche e interventi gender mainstreaming, da prevedere anche nel campo della pianificazione urbanistica, gestione e governance. Si tratta di una sfida inevitabile che richiede responsabilità e impegno da parte dei diversi attori territoriali affinché l’azione congiunta di strategie top-down di gender mainstreaming planning e politiche bottom-up possano produrre risultati concreti. Alla luce di quanto finora esposto, e facendo riferimento a specifici casi di studio, il contributo propone una riflessione sulla necessità di una prospettiva gender sensitive nella pianificazione urbanistica – pure intrecciata ai temi dei trasporti, della sicurezza, dell’accessibilità dei luoghi, della pianificazione dei tempi e degli orari – con indubbi effetti positivi in termini di qualità urbana, inclusione e partecipazione attiva per città più intelligenti.

Sfide di "genere" per smart cities più umane fra teoria, prassi e auspicabili scenari futuri/Challenges of "gender" for more human-centered smart cities between theory, practice and desirable future scenarios

PULTRONE, Gabriella
2013

Abstract

Nello scenario globale di ricerca di nuovi modelli di sostenibilità ambientale, economica e sociale, la dimensione urbana è quella che offre maggiori possibilità di sperimentazione. Le città, infatti, in quanto luoghi di accumulazione di problemi ambientali e socio-economici, sono in prima linea nell’affrontare le sfide contemporanee legate al cambiamento climatico e al trend esponenziale di concentrazione demografica, e possono trasformarsi in laboratori di creatività, innovazione e partecipazione per azioni orientate ad uno sviluppo durevole ed equo. In particolare, i temi dell’analisi spazio-sociale, della qualità dello spazio pubblico, della sua accessibilità, della sicurezza, del welfare e della qualità urbana in generale devono tener conto di metodologie di progettazione target oriented, attente alla specificità dei bisogni di una società plurale, sensibile alle differenze (di età, sesso, razza, lingua, religione, cultura, condizioni sociali). In questo contesto, i programmi a livello internazionale sulle pari opportunità hanno lo scopo di contribuire al raggiungimento degli “Obiettivi di Sviluppo del Millennio” attraverso politiche e interventi gender mainstreaming, da prevedere anche nel campo della pianificazione urbanistica, gestione e governance. Si tratta di una sfida inevitabile che richiede responsabilità e impegno da parte dei diversi attori territoriali affinché l’azione congiunta di strategie top-down di gender mainstreaming planning e politiche bottom-up possano produrre risultati concreti. Alla luce di quanto finora esposto, e facendo riferimento a specifici casi di studio, il contributo propone una riflessione sulla necessità di una prospettiva gender sensitive nella pianificazione urbanistica – pure intrecciata ai temi dei trasporti, della sicurezza, dell’accessibilità dei luoghi, della pianificazione dei tempi e degli orari – con indubbi effetti positivi in termini di qualità urbana, inclusione e partecipazione attiva per città più intelligenti.
In the search for new models of environmental, economic and social sustainability, the urban dimension is the one that offers greater possibilities for experimentation. The cities,in fact, as places ofaccumulationofenvironmentaland socio-economicproblems,areat the forefrontin addressing contemporarychallenges relatedtoclimate changeandthe exponential trendof population concentration,andcan become laboratoriesfor creativeand innovative actionsoriented to a sustainable andequitable development.Inparticular,the issuesofanalysis and social space, thequalityofpublic space,itsaccessibility,safety, welfare andquality of urban lifein generalmust take account of design methodologies,targetoriented,attentivetothespecificneedsofapluralsociety,sensitiveto differences (sex, age, race, language, religion, culture, social conditions).In this context, the programs at the international level on equal opportunities are intended to contribute to the achievement of the “Millennium Development Goals” through gender mainstreaming policies and actions, to be taken even in the field of urban planning, management and governance. It is an unavoidable challenge that requiresresponsibility andcommitment on the partof the differentlocalactors so that the jointaction of top-down strategiesofgender mainstreamingplanning and bottom-up policycan produce effective results.Inlightoftheseremarks,andwithreferencetospecificcasestudies,thepaperproposesareflection on the need for a “gender sensitive” lens in urban planning – also intertwinedwithissuesoftransportation,safety andsecurity, accessibilityofplaces,timesandschedules planning – able to guarantee urban quality, social inclusion and active participation for smarter cities.
gender sensitive urban planning; participation; smart city; sustainability; urban quality
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12318/2977
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