During the eighteenth century, Siena’s architectonic history registers different tendencies: on one hand they are addressed towards the transmission of the glorious medieval tradition, reviving some gothic stylistic elements that cannot yet be intended as premature proposal of revivals; on the other hand they show a direct Roman influence, generally of early sixteenth-century aims, excluding some circumscribed expressions inspired to evident baroque motives. The protagonists belong to the architectonic scene of that time: Carlo Fontana, Giovan Battista Contini, Giacomo Franchini, Ferdinando Ruggeri, Paolo Posi, Ferdinando Fuga, Antonio Valeri e Luigi Vanvitelli, who usually work for important clients, in some cases rooted in Rome since a long time but maintaining a deep bond with the city of origin, where, between the end of the seventeenth century and the whole eighteenth century, the realization of new constructions is promoted. Through the critical presentation of a series of unpublished drawings, with the support of historical notes taken from contemporary chronicles, we can go over the salient steps of the eighteenth-century civil architecture of the Tuscan city highlighting how, in a city like Siena, deeply characterized by the past, it is possible to assist at the same time at the superficial reintroduction of a gothic image, which doesn’t imply the renounce to the comforts offered by the new times and by the different way of inhabiting, together with innovative proposals, of Roman-style, or modern, which adapt themselves deferentially into the medieval urban texture.

Nel corso del Settecento, la vicenda architettonica senese registra tendenze diverse: per un verso esse sono indirizzate alla trasmissione della gloriosa tradizione medievale, nella riproposizione di stilemi gotici che non possono ancora intendersi quali premature proposte di revivals; per un altro, invece, manifestano una diretta influenza romana, generalmente dai propositi neocinquecentisti, a parte alcune circoscritte espressioni ispirate a palesi motivi barocchi. I protagonisti appartengono alla scena architettonica del tempo: Carlo Fontana, Giovan Battista Contini, Giacomo Franchini, Ferdinando Ruggeri, Paolo Posi, Ferdinando Fuga, Antonio Valeri e Luigi Vanvitelli, che operano in genere per una committenza importante, in alcuni casi da tempo radicata a Roma, ma che mantiene stretto il forte legame con la città di origine, dove, tra la fine del Seicento e tutto il Settecento, si promuove la realizzazione di diverse fabbriche. Attraverso la presentazione critica di una serie di disegni inediti, con il supporto delle note storiche riprese da cronache coeve, sono ripercorsi i momenti salienti dell’architettura civile settecentesca della città toscana, facendo rilevare come, in una città come Siena, fortemente contrassegnata dal proprio passato, si assista al contempo alla riproposizione epidermica di un’immagine gotica, che non implica la rinunzia alle comodità offerte dai nuovi tempi e dalla diversa cultura dell’abitare, accanto a proposte innovative di matrice romana, o moderna, che si inseriscono rispettosamente nel tessuto medievale della città.

Tradizione, innovazione e rappresentatività nell’architettura civile del ‘700 a Siena: le fabbriche alla romana e la memoria medievale nelle proposte di Giacomo Franchini, Ferdinando Ruggieri, Paolo Posi, Ferdinando Fuga, Antonio Valeri e Luigi Vanvitelli.

MUSSARI, Bruno
2004

Abstract

Nel corso del Settecento, la vicenda architettonica senese registra tendenze diverse: per un verso esse sono indirizzate alla trasmissione della gloriosa tradizione medievale, nella riproposizione di stilemi gotici che non possono ancora intendersi quali premature proposte di revivals; per un altro, invece, manifestano una diretta influenza romana, generalmente dai propositi neocinquecentisti, a parte alcune circoscritte espressioni ispirate a palesi motivi barocchi. I protagonisti appartengono alla scena architettonica del tempo: Carlo Fontana, Giovan Battista Contini, Giacomo Franchini, Ferdinando Ruggeri, Paolo Posi, Ferdinando Fuga, Antonio Valeri e Luigi Vanvitelli, che operano in genere per una committenza importante, in alcuni casi da tempo radicata a Roma, ma che mantiene stretto il forte legame con la città di origine, dove, tra la fine del Seicento e tutto il Settecento, si promuove la realizzazione di diverse fabbriche. Attraverso la presentazione critica di una serie di disegni inediti, con il supporto delle note storiche riprese da cronache coeve, sono ripercorsi i momenti salienti dell’architettura civile settecentesca della città toscana, facendo rilevare come, in una città come Siena, fortemente contrassegnata dal proprio passato, si assista al contempo alla riproposizione epidermica di un’immagine gotica, che non implica la rinunzia alle comodità offerte dai nuovi tempi e dalla diversa cultura dell’abitare, accanto a proposte innovative di matrice romana, o moderna, che si inseriscono rispettosamente nel tessuto medievale della città.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/20.500.12318/3701
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