La rilevanza materica del disegnare. Il peso del corpo del disegnatore e degli arnesi di cui fa uso sporcandosi le mani di colore. Il rumore dei passi che attraversano un luogo. Il bisogno di conoscere, il desiderio di ricordare e di custodire, ma anche di dimenticare. La libertà di perdersi, camminando con un taccuino in mano e senza indicazione alcuna, per le strade di una città. Il disegno dal vero inteso non come “pratica antica”, ma come azione ancora oggi necessaria per non smarrire la reale terza dimensione delle cose. In dieci domande all'urban sketcher Claudio Patanè, indagatore vagante della realtà urbana - e non solo - , l'esperienza e il punto di vista di chi, privilegiando matita e taccuino, ha scelto un approccio critico, ma non ostile, alla tecnologia digitale, sostenendone i valori sociali e comunicativi, senza tuttavia sottovalutarne il pericolo della deriva autoreferenziale.

Il Corpo e la matita. Dieci domande a Claudio Patanè

NUCIFORA, Sebastiano
2014

Abstract

La rilevanza materica del disegnare. Il peso del corpo del disegnatore e degli arnesi di cui fa uso sporcandosi le mani di colore. Il rumore dei passi che attraversano un luogo. Il bisogno di conoscere, il desiderio di ricordare e di custodire, ma anche di dimenticare. La libertà di perdersi, camminando con un taccuino in mano e senza indicazione alcuna, per le strade di una città. Il disegno dal vero inteso non come “pratica antica”, ma come azione ancora oggi necessaria per non smarrire la reale terza dimensione delle cose. In dieci domande all'urban sketcher Claudio Patanè, indagatore vagante della realtà urbana - e non solo - , l'esperienza e il punto di vista di chi, privilegiando matita e taccuino, ha scelto un approccio critico, ma non ostile, alla tecnologia digitale, sostenendone i valori sociali e comunicativi, senza tuttavia sottovalutarne il pericolo della deriva autoreferenziale.
The relevance of matter in drawing. The body weight of the designer and his/her tools, the color stains in his/her fingers after s/he uses them. The sound of footsteps all over the place. The need to know, the desire to remember and cherish, but also to forget. The freedom to get lost while wandering around, notebook in hand and no street sign to rely on. Life drawing not meant as an ancient ritual, but as a necessary practice connecting people with the third dimension. Ten questions to urban sketcher Claudio Patane share with the reader the experiences and point of view of a true wandering inquirer - among other things - of the urban scene. An artist working with paper and pencil in the digital age, in search of a different approach to digital technology: critical but not hostile, open to the social values of sharing and yet aware of the dangers concealed in its possible self-referential drift.
taccuino, disegno, analogico, digitale, urban sketcher, Claudio Patané; notebook, drawing, analog, digital,
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/20.500.12318/6230
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