La fama della famiglia Galli Bibiena nel panorama artistico del tardo Seicento e del Settecento fu originata soprattutto dalle sperimentazioni di Ferdinando (Bologna, 1657-1743) sulle nuove concezioni spaziali e visuali della veduta e della scena “per angolo”, che rappresentano il contributo più importante della cultura artistica bolognese nel Settecento, in continuità con la grande stagione seicentesca del quadraturismo. Ferdinando codificò tale nuovo linguaggio nel trattato L’Architettura civile preparata su la geometria e ridotta alle prospettive (Parma 1711), il cui grande successo editoriale ha contribuito a orientare la ricerca storiografica sugli aspetti scenografico-strutturali della sua creatività, piuttosto che su quelli di natura decorativo-sovrastrutturale.Questo saggio affronta per la prima volta sistematicamente il tema dell’ornamento nel lessico architettonico di Ferdinando Galli Bibiena, sulla base dell’analisi dell’album conservato presso la Biblioteca di Archeologia e Storia dell’Arte, finora apparso solo incidentalmente nella letteratura specialistica. Le centinaia di schizzi ornamentali di piccola scala compresi nei cinquantotto fogli dell’album bibienesco, in gran parte riconducibili allo stesso Ferdinando, offrono un inedito punto di vista sul suo universo formale, sia come parti integranti del progetto di scenografia e quadratura, sia, più in generale, come espressioni della seducente ed eterodossa epidermide della “soda architettura” classicista da lui professata. In particolare, la reiterazione di alcuni soggetti decorativi evidenzia una ossessiva attenzione ai profili terminali e agli snodi plastici funzionali all’accentuazione degli effetti dinamici e prospettici della composizione, del tutto congruente con il geniale virtuosismo sintattico dell’architetto bolognese, ancora in attesa di una trattazione unitaria.

Ferdinando Galli Bibiena e il disegno di ornamento architettonico. L’album presso la BiASA

MANFREDI, Tommaso
2014

Abstract

La fama della famiglia Galli Bibiena nel panorama artistico del tardo Seicento e del Settecento fu originata soprattutto dalle sperimentazioni di Ferdinando (Bologna, 1657-1743) sulle nuove concezioni spaziali e visuali della veduta e della scena “per angolo”, che rappresentano il contributo più importante della cultura artistica bolognese nel Settecento, in continuità con la grande stagione seicentesca del quadraturismo. Ferdinando codificò tale nuovo linguaggio nel trattato L’Architettura civile preparata su la geometria e ridotta alle prospettive (Parma 1711), il cui grande successo editoriale ha contribuito a orientare la ricerca storiografica sugli aspetti scenografico-strutturali della sua creatività, piuttosto che su quelli di natura decorativo-sovrastrutturale.Questo saggio affronta per la prima volta sistematicamente il tema dell’ornamento nel lessico architettonico di Ferdinando Galli Bibiena, sulla base dell’analisi dell’album conservato presso la Biblioteca di Archeologia e Storia dell’Arte, finora apparso solo incidentalmente nella letteratura specialistica. Le centinaia di schizzi ornamentali di piccola scala compresi nei cinquantotto fogli dell’album bibienesco, in gran parte riconducibili allo stesso Ferdinando, offrono un inedito punto di vista sul suo universo formale, sia come parti integranti del progetto di scenografia e quadratura, sia, più in generale, come espressioni della seducente ed eterodossa epidermide della “soda architettura” classicista da lui professata. In particolare, la reiterazione di alcuni soggetti decorativi evidenzia una ossessiva attenzione ai profili terminali e agli snodi plastici funzionali all’accentuazione degli effetti dinamici e prospettici della composizione, del tutto congruente con il geniale virtuosismo sintattico dell’architetto bolognese, ancora in attesa di una trattazione unitaria.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/20.500.12318/6401
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