Bova Marina è un piccolo centro rivierasco della provincia di Reggio Calabria il cui paesaggio culturale è strettamente connesso con la sua appartenenza all’Area Grecanica; in tale territorio, infatti, è insediata da secoli una piccola comunità le cui radici, lingua, usi, costumi, tradizioni sono di origine greca. L’economia di questo centro per anni è stata essenzialmente legata al turismo balneare, da tempo in crisi; due anni fa l’Amministrazione Comunale ha deciso di dotarsi di uno strumento che orientasse e accompagnasse gli sforzi di riorganizzazione della comunità intorno a un’idea diversa di turismo, centrata sulla valorizzazione dell’identità locale e del paesaggio culturale che essa esprime. Le motivazioni che spingono le comunità locali, come quella di Bova Marina, ad avviare percorsi di pianificazione strategica possono essere ricondotte alla volontà di costruire una visione futura del proprio territorio, frutto di una sinergia tra il pubblico e il privato, allo scopo di rendere più efficaci gli sforzi di entrambe le parti. Questa volontà, tuttavia, assume sempre più spesso la connotazione di “necessità”, soprattutto, da parte degli enti locali che per penuria di risorse cercano di coinvolgere la “comunità degli affari” nell’implementazione delle politiche pubbliche, in un contesto di sviluppo che vede la strumentazione urbanistica tradizionale assolutamente incapace di offrire risposte alle esigenze del territorio. L’approccio, infatti, prescrittivo e vincolistico adottato dagli strumenti ordinari nel governo delle trasformazioni urbane e nella tutela del paesaggio, ha gravemente frenato, se non addirittura bloccato, i processi di crescita socio-economica che richiedono, invece, una maggiore flessibilità e lo snellimento delle procedure per la realizzazione degli interventi. E’ necessario, pertanto, abbandonare quell’approccio statico e indirizzarsi verso un metodo di lavoro più dinamico e strategico che rafforzi il dialogo tra gli attori locali e favorisca la convergenza di obiettivi e risorse. E’ evidente che un’ipotesi di deregulation così radicale rischia di provocare gravi danni alle risorse culturali e ambientali: la cultura della valutazione, utilizzata in maniera appropriata e non formale, può costituire lo strumento che consente di ottenere l’accelerazione dei processi di riorganizzazione di un territorio e al contempo di garantire adeguati livelli di protezione delle risorse. La peculiarità del Piano strategico di Bova Marina è rappresentata dall’attenzione posta alla fase dell’implementazione: è in questa fase, infatti, che possono naufragare anche le idee migliori se non supportate da un’attenta messa a punto delle modalità attuative. Il tentativo di superare questi ostacoli nel caso del Piano Strategico di Bova Marina viene affidato a due strumenti, il Laboratorio Strategico e il Programma Triennale di Sviluppo Urbano (PTSU); il Laboratorio Strategico, si configura come una vera e propria Agenzia di Sviluppo Locale a scala comunale; il Programma Triennale degli Investimenti Privati, invece, attraverso procedure a evidenza pubblica, ha la funzione di rilevare periodicamente la domanda di trasformazioni del territorio e, mediante opportune valutazioni, ne verifichi la sostenibilità e la coerenza con la strategia di sviluppo.

Innovazioni di processo nel governo delle dinamiche territoriali: pianificazione strategica e cultura della valutazione

CALABRO', Francesco;DELLA SPINA, Lucia
2012

Abstract

Bova Marina è un piccolo centro rivierasco della provincia di Reggio Calabria il cui paesaggio culturale è strettamente connesso con la sua appartenenza all’Area Grecanica; in tale territorio, infatti, è insediata da secoli una piccola comunità le cui radici, lingua, usi, costumi, tradizioni sono di origine greca. L’economia di questo centro per anni è stata essenzialmente legata al turismo balneare, da tempo in crisi; due anni fa l’Amministrazione Comunale ha deciso di dotarsi di uno strumento che orientasse e accompagnasse gli sforzi di riorganizzazione della comunità intorno a un’idea diversa di turismo, centrata sulla valorizzazione dell’identità locale e del paesaggio culturale che essa esprime. Le motivazioni che spingono le comunità locali, come quella di Bova Marina, ad avviare percorsi di pianificazione strategica possono essere ricondotte alla volontà di costruire una visione futura del proprio territorio, frutto di una sinergia tra il pubblico e il privato, allo scopo di rendere più efficaci gli sforzi di entrambe le parti. Questa volontà, tuttavia, assume sempre più spesso la connotazione di “necessità”, soprattutto, da parte degli enti locali che per penuria di risorse cercano di coinvolgere la “comunità degli affari” nell’implementazione delle politiche pubbliche, in un contesto di sviluppo che vede la strumentazione urbanistica tradizionale assolutamente incapace di offrire risposte alle esigenze del territorio. L’approccio, infatti, prescrittivo e vincolistico adottato dagli strumenti ordinari nel governo delle trasformazioni urbane e nella tutela del paesaggio, ha gravemente frenato, se non addirittura bloccato, i processi di crescita socio-economica che richiedono, invece, una maggiore flessibilità e lo snellimento delle procedure per la realizzazione degli interventi. E’ necessario, pertanto, abbandonare quell’approccio statico e indirizzarsi verso un metodo di lavoro più dinamico e strategico che rafforzi il dialogo tra gli attori locali e favorisca la convergenza di obiettivi e risorse. E’ evidente che un’ipotesi di deregulation così radicale rischia di provocare gravi danni alle risorse culturali e ambientali: la cultura della valutazione, utilizzata in maniera appropriata e non formale, può costituire lo strumento che consente di ottenere l’accelerazione dei processi di riorganizzazione di un territorio e al contempo di garantire adeguati livelli di protezione delle risorse. La peculiarità del Piano strategico di Bova Marina è rappresentata dall’attenzione posta alla fase dell’implementazione: è in questa fase, infatti, che possono naufragare anche le idee migliori se non supportate da un’attenta messa a punto delle modalità attuative. Il tentativo di superare questi ostacoli nel caso del Piano Strategico di Bova Marina viene affidato a due strumenti, il Laboratorio Strategico e il Programma Triennale di Sviluppo Urbano (PTSU); il Laboratorio Strategico, si configura come una vera e propria Agenzia di Sviluppo Locale a scala comunale; il Programma Triennale degli Investimenti Privati, invece, attraverso procedure a evidenza pubblica, ha la funzione di rilevare periodicamente la domanda di trasformazioni del territorio e, mediante opportune valutazioni, ne verifichi la sostenibilità e la coerenza con la strategia di sviluppo.
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