The ideal image of Calabria that the Saint-Non expedition hoped to find was that handed down by the classics, with archaeological remains capable of reconnecting myth to reality. On arriving in the various locations, however, these expectations found a very different situation, and the drawings had no choice but to adapt to it. Yet, unexpectedly, it was precisely from the loss of the ancient image that the new one emerged. This was composed of wild lands and inhabited centers, picturesquely perched on the cliffs or on the inland rocks. It was this new Calabria that was presented to Europe, through an original iconography, which owed nothing to the designers of the past. A part of the image codified in the Voyage was maintained until relatively recently: urban transformations did not - or only partially - affect historic centers, thus maintaining their recognizability. On the contrary, another more substantial part was abruptly annulled by natural events, such as the earthquake of 1783, and more often by interventions wanted and imposed by man, with irreversible alterations of cities and territories

L’immagine ideale della Calabria che la spedizione Saint-Non ambiva a ritrovare era quella tramandata dai classici, con resti archeologici capaci di riconnettere il mito alla realtà. Una volta giunti sui luoghi, però, tali aspettative si scontrarono con una situazione molto diversa, e ad essa dovette adattarsi la trasposizione su carta. Ma inaspettatamente fu proprio dalla perdita dell’antica immagine che scaturì quella nuova, fatta di terre selvagge e di centri abitati – tutt’altro che barbari e incivili – pittorescamente abbarbicati sulle scogliere o sulle rupi dell’entroterra. Era quella la Calabria da presentare all’Europa, attraverso un’iconografia originale, che nulla doveva ai disegnatori del passato. Parte dell’immagine codificata nel Voyage si sarebbe mantenuta fino a tempi relativamente recenti: le trasformazioni urbane non avrebbero – o avrebbero solo parzialmente – interessato i centri storici, mantenendone la riconoscibilità. Un’altra parte più consistente, invece, sarebbe stata bruscamente annullata da eventi naturali, come il terremoto del 1783, ma, molto più spesso, da interventi voluti e imposti dall’uomo, con irreversibili alterazioni delle città e dei territori.

La Calabria nelle incisioni del Voyage pittoresque. La costruzione dell’immagine, la distruzione dell’immagine

SCAMARDI', Giuseppina
2018

Abstract

L’immagine ideale della Calabria che la spedizione Saint-Non ambiva a ritrovare era quella tramandata dai classici, con resti archeologici capaci di riconnettere il mito alla realtà. Una volta giunti sui luoghi, però, tali aspettative si scontrarono con una situazione molto diversa, e ad essa dovette adattarsi la trasposizione su carta. Ma inaspettatamente fu proprio dalla perdita dell’antica immagine che scaturì quella nuova, fatta di terre selvagge e di centri abitati – tutt’altro che barbari e incivili – pittorescamente abbarbicati sulle scogliere o sulle rupi dell’entroterra. Era quella la Calabria da presentare all’Europa, attraverso un’iconografia originale, che nulla doveva ai disegnatori del passato. Parte dell’immagine codificata nel Voyage si sarebbe mantenuta fino a tempi relativamente recenti: le trasformazioni urbane non avrebbero – o avrebbero solo parzialmente – interessato i centri storici, mantenendone la riconoscibilità. Un’altra parte più consistente, invece, sarebbe stata bruscamente annullata da eventi naturali, come il terremoto del 1783, ma, molto più spesso, da interventi voluti e imposti dall’uomo, con irreversibili alterazioni delle città e dei territori.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/20.500.12318/2618
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